Il ritiro scolastico e sociale è una delle manifestazioni più complesse del disagio adolescenziale e per questo richiede interventi tempestivi, integrati e personalizzati. È nato con questo obiettivo “Adolescente-Mente”, il progetto sviluppato dall’Unità Operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza (UONPIA) di via Raffaello Sanzio dell’ASST Fatebenefratelli Sacco, in collaborazione con OBM ETS e con il sostegno di Fondazione Cariplo.

L’iniziativa si rivolge a preadolescenti e adolescenti in condizioni di ritiro scolastico e/o sociale, un fenomeno in costante aumento e di frequente associato a vulnerabilità psicopatologiche, difficoltà relazionali e criticità nel contesto familiare. Il modello di intervento punta a una presa in carico precoce e multidisciplinare, coinvolgendo attivamente la famiglia, la scuola e i servizi territoriali per favorire il recupero del funzionamento scolastico, relazionale e sociale.

Un bilancio del primo anno del progetto

Nel corso del primo anno di attività, il progetto ha preso in carico 36 adolescenti tra i 13 e i 18 anni, insieme ai rispettivi genitori, per un totale di 70 persone coinvolte. Tutti i ragazzi presentavano una condizione di ritiro scolastico e il 72% manifestava anche ritiro sociale. In tutti i casi, inoltre, erano presenti quadri psicopatologici e difficoltà nella relazione di attaccamento con le figure genitoriali.

I risultati ottenuti evidenziano l’efficacia dell’iniziativa:

  • il 100% degli adolescenti ha ripreso un percorso di studi;
  • il 60% è tornato a frequentare regolarmente la scuola;
  • il 40% ha proseguito gli studi attraverso la didattica a distanza o l’istruzione domiciliare, mantenendo un collegamento strutturato con l’istituto scolastico;
  • il 57% ha conseguito il diploma di scuola secondaria di primo o secondo grado;
  • il 43% ha intrapreso un nuovo percorso formativo maggiormente coerente con i propri bisogni e le proprie caratteristiche.

La presa in carico è stata realizzata da un’équipe multidisciplinare composta da una neuropsichiatra infantile, un assistente sociale, due psicologi e tre educatori professionali. L’intervento ha previsto un lavoro continuativo con le famiglie, un costante raccordo con le scuole e il coinvolgimento della rete territoriale, con l’obiettivo di costruire percorsi individualizzati e sostenibili nel tempo.

L’importanza di un intervento tempestivo e multidisciplinare

«Il ritiro sociale e scolastico rappresenta una sfida sempre più rilevante per i servizi di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza – ha dichiarato Maura Rossi, responsabile Neuropsichiatria Infantile e dell’Adolescenza dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – Per affrontarla è necessario intervenire tempestivamente, costruendo percorsi personalizzati e che coinvolgano non solo il ragazzo, ma anche la famiglia, la scuola e il territorio. I risultati ottenuti dimostrano l’efficacia di un approccio multidisciplinare e integrato, capace di intercettare precocemente il disagio e favorire un reale percorso di ripresa”.

«Questo progetto dimostra, dati alla mano, quanto sia fondamentale costruire reti solide tra servizi sanitari e il Terzo Settore – ha aggiunto Enrico Frisone, direttore Socio Sanitario dell’ASST Fatebenefratelli Sacco – La collaborazione consolidata negli anni con OBM rappresenta un esempio concreto di come il lavoro sinergico tra diversi attori possa tradursi in risposte tempestive ed efficaci per i ragazzi e per le loro famiglie»

L’esperienza di “Adolescente-Mente”, dunque, mostra l’importanza dell’identificazione precoce dei segnali di isolamento sociale, assenze scolastiche prolungate e progressivo ritiro dalle attività quotidiane. La tempestiva attivazione di percorsi specialistici, infatti, può contribuire a prevenire la cronicizzazione del quadro clinico e a favorire il mantenimento dei legami educativi, relazionali e territoriali.

L’approccio adottato dalla UONPIA dell’ASST Fatebenefratelli Sacco si distingue per il mantenimento del legame con il contesto di vita dell’adolescente, evitando modelli esclusivamente centrati sul domicilio o sul ricovero. Il coinvolgimento immediato dei genitori, gli interventi educativi personalizzati, il raccordo continuativo con la scuola e il lavoro integrato tra professionisti sono gli elementi cardine di un modello che ha dimostrato risultati concreti nel contrasto al ritiro scolastico e sociale e nel sostegno al progetto di vita dei giovani pazienti.

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