Assicurazione e sanità: il rapporto dell’Ania

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Surgeons at workRegioni che scelgono l’autoassicurazione, cambiamenti con riduzione delle offerte assicurative. L’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici (Ania), ha presentato il suo dossier Malpractice, il grande caos, che già nella copertina sottolinea due aspetti: “Negli ospedali carenze di offerte assicurative per i costi elevati (e incerti) d

ei risarcimenti. Il numero dei sinistri è in leggero calo”, e “Le Regioni in cammino verso l’autoassicurazione o la non assicurazione”. Secondo quanto riportato, in Italia i rischi di responsabilità civile causati dal proprio personale sanitario vengono gestiti in autoassicurazione da quasi tutte le regioni. Solo la Valle d’Aosta e la provincia di Bolzano è coperta in toto da un assicuratore la responsabilità civile degli ospedali e strutture sanitarie, mentre le altre regioni hanno optati per un fai da te o un sistema misto, in cui l’assicuratore gestisce i sinistri più gravi (in genere 250-500mila euro e oltre).
I dati di fine 2012 riportano una riduzione del 4,3 per cento dei premi nelle coperture assicurative di ospedali e strutture sanitarie, mentre includendo quelle sottoscritte dai medici vi è stata una crescita del 3,6 per cento sull’anno precedente. Sempre nel 2012 il rapporto riferisce che secondo un’indagine parlamentare “il 72,3 per cento delle aziende sanitarie risultava aver coperto con una polizza assicurativa i propri rischi di med-mal (medical malpractice, ndr). Attualmente le posizioni si sono invertite”. Rispetto invece alla stima dei sinistri denunciati, sempre nel 2012 è stata di 31.200 (quasi 19.500 relativi a polizze di strutture sanitarie), con una piccola riduzione rispetto al 2011 (0,7%). “Negli ultimi anni è divenuto sempre più difficile assicurare le conseguenze della malpractice medica. Non solo per la continua crescita dei risarcimenti ma, soprattutto, per la progressiva impossibilità di valutare il rischio da coprire a causa delle decisioni dei tribunali, della mancanza di appropriate tecniche di contenimento del rischio (risk management) e dell’indeterminatezza di salde e validate linee guida della professione medica”, scrive Aldo Minucci, presidente Ania. “La rarefazione dell’offerta assicurativa ha conseguenze evidenti. I cittadini vittime della malasanità sono meno protetti. I medici vivono con crescente disagio i rischi della propria professione, lo stato paga un prezzo elevato per la medicina difensiva cui i sanitari fanno ricorso per evitare contenziosi legali”.

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