Informazione e sensibilizzazione sui vaccini in Lombardia

2011
Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia
Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia

Una campagna dal nome “Vaccini. Informarsi bene non fa male” ha preso il via in Lombardia, con lo scopo di informare e sensibilizzare- «Vogliamo essere garanti per i cittadini lombardi di un’informazione affidabile su questo tema delicato» ha affermato Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia, durante la conferenza stampa di presentazione, e ha spiegato che per convincere gli indecisi è stata prodotta una piattaforma di dialogo, indirizzata in particolare ai genitori e futuri genitori sia indecisi sia favorevoli alla vaccinazione e ai pediatri. «Quello che vogliamo offrire è un approccio di dialogo e condivisione attraverso strumenti per chiarirsi le idee attraverso pareri autorevoli», ha spiegato Gallera. «Lo faremo attraverso il portale che abbiamo realizzato ‘Wikivaccini.com’ che raccoglie i contributi degli esperti che rispondono alle domande e ai dubbi più frequenti sui vaccini dando informazioni approfondite e autorevoli sul tema». Oltre al portale è in fase di sviluppo una App ‘Wikivaccini’, tramite la quale avere l’accesso al calendario vaccinale del figlio in base alla sua data di nascita, alle risposte degli esperti, a una mappa con i centri vaccinali, a un test per capire quanto si sa sui vaccini. Fra i materiali realizzati vi è anche un video, un volantino e una locandina informativa. Nel corso della conferenza stampa sono anche stati presentati i risultati di un’indagine realizzata in Lombardia che ha coinvolto 800 mamme con figli fino ai 12 anni, residenti in Regione: secondo quanto hanno dichiarato, il 26 per cento non aveva idee chiare sui vaccini, il 45 per cento qualche preoccupazione sulle loro possibili conseguenze, il 26 per cento le considera molto più pericolose di quanto venga fatto credere e per il 57 per cento i media nascondo qualcosa sui vaccini. La prima opinione arriva attraverso il Web, le cui informazioni sono considerate affidabili dal 45 per cento, poi si va di passaparola con altre mamme o esperti cui si dà fiducia e poi il pediatra, che è considerato la fonte più autorevole dal 64% delle mamme coinvolte dall’indagine. Le mamme si dividono fra contrarie (22%), convinte (21%), indecise (25%), fiduciose (32%) e le indecise lo sono per paura e sfiducia verso le fonti ufficiali.