Oltre tremila i bambini che subiscono violenze in Italia

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Maltrattamento_PX0863A lanciare questi dati è stata Terre des Hommes che ha presentato recentemente i risultati di un’indagine sull’attività diagnostica di maltrattamenti e abusi sui bambini in 5 strutture ospedaliere che hanno al proprio interno un’equipe multidisciplinare specializzata nella diagnostica, presa in carico e cura dei bambini vittime di maltrattamento: Bambi, Ospedale Regina Margherita di Torino; Soccorso Violenza Sessuale e Domestica SVSeD, Clinica Mangiagalli di Milano; Centro Regionale per la Diagnostica del Bambino Maltrattato, Azienda Ospedaliera Universitaria di Padova; Gruppo Abusi Infanzia e Adolescenza dell’Ospedale Meyer di Firenze; GIADA, Azienda Ospedaliero Universitaria Policlinico Giovanni XXIII di Bari.

Il dossier che ne è scaturito, dal titolo “Maltrattamento e abuso sui bambini: una questione di salute pubblica” e scaricabile qui, esamina i casi di maltrattamento diagnosticati in ognuna delle 5 strutture tra il 2011 e il 2015, distinguendo per tipologia di violenza (maltrattamento fisico, trascuratezza grave, abuso sessuale, sindrome di Munchausen per procura, abuso psicoemozionale, violenza assistita e bambino conteso). L’indagine ha toccato un bacino di utenza pari a 4,4 milioni di minori e, benché non sia uno studio di natura quantitativa, offre una fotografia qualitativa interessante e nuova del fenomeno. Nel quinquennio indagato sono stati circa 3mila i bambini vittime di violenza, prevalentemente femmine con età media di sette anni. In quasi un terzo dei casi i bambini hanno subito violenze multiple.

Dall’indagine emerge l’importanza di un trattamento precoce delle violenze sui minori: nel caso per esempio dell’abuso di sostanze chimiche o della sindrome del bambino scosso non intervenire immediatamente può portare anche alla morte del piccolo. In questo quadro si sottolinea il ruolo fondamentale degli ospedali e delle strutture pubbliche perché è qui che la violenza può essere diagnosticata, specialmente se ripetuta, ed è qui che il “problema” approda quando esce dalle mura domestiche. A medio e lungo termine le conseguenze di una violenza possono spaziare da disturbi e patologie neurologiche o psichiatriche ad altri disturbi che includono diabete, patologie cardiovascolari, gastroenteriche e neurologiche degenerative.