La salute degli adolescenti

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di Silvano Bertelloni

Il recente Rapporto “Health Behaviour in School-Age Children” (HBSC; WHO Europe 2020) sulla salute e sui comportamenti sociali dei giovani di 11, 13 e 15 anni indica una preoccupante e complessiva diminuzione del benessere fisico e mentale degli adolescenti tra il 2014 e il 2018.

In circa un terzo dei 45 Paesi europei e nord-americani che hanno partecipato all’indagine, è stata rilevata una riduzione dei giovani che dichiarano di apprezzare la scuola rispetto al 2014. Nella maggior parte dei Paesi l’esperienza scolastica peggiora con l’età, con la soddisfazione scolastica e con la percezione di mancato sostegno da parte di insegnanti e compagni di classe. Emergono anche la percezione di un basso sostegno sociale e il preoccupante fenomeno del bullismo e del cyberbullismo, che colpisce in modo sproporzionato le ragazze. Il basso supporto sociale e l’uso problematico dei social media sono risultati i più forti predittori di una bassa soddisfazione di vita. A questo proposito merita di essere sottolineato come più di un terzo dei giovani in 29 Paesi riferisce un uso troppo intenso dei social media; inoltre, più del 7% dei giovani ne riporta un utilizzo problematico, indicato da sintomi di dipendenza. Tale fenomeno è associato a un benessere più scarso in tutti i domini, tra cui la soddisfazione della vita, la salute mentale, la scuola e la famiglia, come messo in rilievo anche nelle inchieste di settembre e di questo numero de Il Pediatra.

Dal punto di vista della salute fisica, gli aspetti nutrizionali continuano a destare forti preoccupazioni. Ai comportamenti alimentari scorretti si associano due fenomeni opposti, ma tra loro in qualche modo collegati. Alimentazione inadeguata con eccesso di cibi e bevande zuccherati e scarso consumo di frutta e verdura unitamente a ridotta attività fisica, si riflettono in un incremento di sovrappeso e obesità rispetto al 2014; un eccesso ponderale risulta ora presente in 1 giovane su 5, con livelli più elevati tra gli adolescenti più giovani. Sull’altro versante, 1 adolescente su 4 si considera troppo grasso, soprattutto le ragazze. Per cui, circa il 20% delle ragazze e il 10% dei ragazzi ha riportato comportamenti di riduzione del peso, spesso con diete auto-prescritte che possono sfociare in veri e propri disturbi del comportamento alimentare.

Abuso di sostanze e alcol, rapporti sessuali precoci in assenza di adeguate precauzioni, disturbi del sonno sono altri rilevanti aspetti messi in evidenza nel Rapporto, che continuano a persistere nonostante gli interventi di educazione alla salute promossi in questi anni.

Il Rapporto mostra anche sostanziali variazioni tra i vari Paesi. Ciò indica che fattori culturali, politici ed economici possono svolgere un ruolo importante nel promuovere un buono stato di benessere. A questo proposito, diversi studi prospettici hanno dimostrato la scarsa utilità di interventi sanitari frontali e normanti, per cui l’efficacia di un progetto assistenziale risulta maggiore se comprende l’esperienza del dialogo: l’adolescente che può esprimersi e si sente ascoltato è più disponibile ad ascoltare e accogliere i consigli che il medico, l’operatore sanitario, l’insegnante e la famiglia – quando presente – gli rivolgono. È  dunque necessario affrontare il percorso di educazione alla salute con altri sistemi che coinvolgano direttamente l’adolescente anche attraverso l’implementazione di esperienze di “peer-education” e “peer supporting”. La necessità di un rinnovato impegno per la salute degli adolescenti di oggi è, quindi, fondamentale per la salute di tutta la popolazione di domani, anche perché la pandemia da COVID-19 potrà avere un forte impatto sulla vita dei giovani, favorendo molti degli aspetti negativi messi in evidenza nel Rapporto in conseguenza della promozione di comportamenti favorenti l’isolamento sociale.

Novembre 2020

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