La tecnologia offre opportunità di gestione a distanza, con risvolti positivi in periodi quale quello attuale di pandemia

Sono sempre più numerose le esperienze che riportano risultati positivi nella gestione di condizioni patologiche a distanza grazie alla tecnologia.

Un esempio, nell’ambito delle criticità emerse durante la pandemia, è rappresentato da uno studio in Francia, dove la crisi sanitaria da COVID-19 ha imposto una riorganizzazione del sistema sanitario, che potrebbe essere un fattore di deterioramento di disturbi neuro-psicologici in particolare durante il periodo adolescenziale per le difficoltà per fornire continuità di cura a quelli affetti da disturbi fisici o mentali. Partendo dal caso di un’adolescente che ha avuto un veloce deterioramento dell’anoressia nervosa durante l’attuale pandemia, l’articolo ha analizzato la rapida implementazione del sistema di telemedicina adottato da una Maisons des Adolescents (centri di assistenza pluridisciplinare che forniscono servizi per esigenze mediche, psicologiche, socio-educative, legali), che ha reso possibile la continuità di care per adolescenti vulnerabili e le loro famiglie. Gli Autori hanno sottolineato che, pur non esistendo protocolli evidenced-based di telemedicina in ambito adolescenziale per problematiche sia mediche sia psichiatriche, alcune esperienze di assistenza a distanza sviluppate nell’attuale contesto di crisi sanitaria dovrebbero essere mantenute nel tempo e diventare di facile utilizzo per offrire rapide risposte alle fragilità di questa fascia di età.

Un secondo esempio è rappresentato da una ricerca sul possibile ruolo della telemedicina si è invece concentrato sul monitoraggio del diabete mellito di tipo 1 (DM1) nei bambini, per ottimizzare il controllo glicemico. Questo studio russo (prospettico controllato in aperto) di 24 settimane ha valutato 180 bambini e adolescenti (età 8-18 anni) con DM1; tutti erano terapia insulinica con microinfusore da almeno 6 mesi. I pazienti presentavano un controllo glicemico inadeguato (HbA1c >7,5%) e sono stati suddivisi in un gruppo di consultazione remota tramite telemedicina (RC; n = 100) e un gruppo di controllo tradizionale (TC; n = 80). Nel gruppo RC, i pazienti direttamente o i loro genitori inviavano da casa i dati del microinfusore tramite Internet al centro di terapia insulinica almeno una volta ogni 2 settimane e ricevevano le conseguenti indicazioni sul trattamento. I due gruppi non differivano per età, sesso, durata di DM1 e livello iniziale di HbA1c. Al termine del periodo di follow-up è stata rilevata una riduzione del livello di HbA1c rispetto a quello iniziale significativamente maggiore nel gruppo RC (1,17% vs 0,59%). La proporzione di pazienti che hanno raggiunto il livello target di HbA1c è risultata significativamente maggiore nel gruppo RC (32%) rispetto al gruppo TC (12,5%). Inoltre, l’incidenza di episodi di chetoacidosi e ipoglicemia grave è risultata significativamente minore nel gruppo RC rispetto a quello TC. Il monitoraggio con telemedicina dei bambini con DM1 è in grado di determinare a miglioramenti significativi nel controllo glicemico rispetto alla gestione tradizionale, suggerendo la necessità di implementare approcci innovativi anche per superare le difficoltà legate al periodo di pandemia.

Carretier E. et al. Neuropsychiatr Enfance Adolesc 2021. Doi: 10.1016/j.neurenf.2021.02.001.
Laptev DN et al., Probl Endokrinol (Mosk). 2020; 66): 50-60.

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