Ogni giorno nei punti nascita e nelle terapie intensive neonatali il lavoro di questi professionisti permette di offrire a genitori e neonati cure con alti livelli di qualità e sicurezza

Hanno garantito ogni giorno, anche durante i difficili mesi di emergenza sanitaria per la pandemia da COVID-19, alti standard assistenziali ai piccoli neonati e alle loro famiglie. Nei 420 punti nascita e 118 Terapie Intensive Neonatali (TIN) presenti in Italia, gli infermieri di neonatologia rappresentano una risorsa preziosa e la Società Italiana di Neonatologia Infermieristica (SIN INF) e la Società Italiana di Neonatologia (SIN) hanno colto l’occasione della giornata loro dedicata, il 15 agosto, per sottolinearne l’importanza e ruolo.

Con il loro lavoro hanno permesso, appena possibile, di mantenere la vicinanza e non separare i genitori dal loro piccolo appena nato anche in piena pandemia, e l’importanza di garantire tale prossimità è stata condivisa con la SIN con la diffusione alle Neonatologie italiane delle Indicazioni su “Allattamento ed Infezione da Sars-CoV-2”, che sono state validate da un contributo scientifico multicentrico italiano di 6 Neonatologie lombarde, e con la campagna “Zero Separation” (promossa dalla European Foundation for the Care of Newborn Infants-EFNCI, e supportata dalla SIN) che ha dato la possibilità alle mamme ricoverate nei centri COVID di stare accanto al proprio figlio, allattarlo e accudirlo. Inoltre, sempre durante la pandemia, SIN INF e SIN hanno promosso l’accesso H24, in sicurezza, ai genitori dei neonati ricoverati in TIN e oggi oltre il 60% delle TIN è aperto 24 ore e circa il 12% fino a 16 ore, grazie al lavoro di team multidisciplinari (infermieri, neonatologi, ginecologi e ostetriche).

La SIN INF si pone l’obiettivo di implementare l’infermieristica in neonatologia e farla divenire una disciplina specialistica al servizio del neonato. “Questo risultato passa attraverso tre direttrici principali: un forte impulso alla ricerca infermieristica, la formazione continua dei professionisti coinvolti e la condivisione delle migliori evidenze attraverso la divulgazione scientifica”, ha spiegato il presidente della SIN INF Denis Pisano.

Importante per questo percorso il lavoro con la SIN, il cui presidente Fabio Mosca ha ricordato: “L’Italia è tra i primi posti nel mondo, con tassi di mortalità neonatale bassissimi (2,1 rispetto a 2,9 della Germania, 2,6 della Danimarca, 2,7 dell’Olanda e 2,9 dell’Inghilterra, per mille nati vivi. Dati Eurostat 2018). Si tratta di numeri confortanti e che evidenziano, allo stesso tempo, l’alta qualità delle equipe multidisciplinari presenti nei nostri punti nascita. In tal senso, occorrerà un costante sforzo delle Istituzioni per garantire risorse umane adeguate e un impegno dei professionisti per proseguire nella direzione di un’ottimale integrazione di tutti i sanitari che si prendono quotidianamente cura del neonato e dei loro genitori, in primis i neonatologi e gli infermieri di neonatologia”.

La SIN INF sta inoltre realizzando un “Libro Bianco” infermieristico, quale monitoraggio o mappatura dell’infermieristica neonatale italiana; questo lavoro, iniziato nel 2020 e ancora in corso, ha contribuito a formare una rete di oltre 200 coordinatori infermieristici di neonatologie (circa la metà del totale) e fotografato, al momento, circa il 52% delle neonatologie italiane.

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