Due studi hanno valutato l’incidenza e il rischio di recidiva della sindrome nefrosica idiopatica

La sindrome nefrosica idiopatica sembra mostrare una maggiore incidenza in bambini e adolescenti di origine non occidentale, secondo quanto emerso da due diversi studi.

I dati relativi a incidenza e rischio di recidiva di questa malattia renale, caratterizzata da una notevole morbilità, anche per la possibile cronicizzazione, non sono stati ancora valutati con accuratezza. Un primo lavoro, condotto su 175 minori statunitensi (età 1-17 anni) con sindrome nefrosica idiopatica (con diagnosi negli anni 2013-2018) ha rilevato un’incidenza annuale pari a 2,13/100.000. Gli autori hanno poi effettuato una meta-analisi di 24 studi della letteratura, dimostrando una maggiore incidenza nei bambini di origine asiatica (7,14/100.000) e africana (3,53/100.000).

Il secondo lavoro ha analizzato invece l’incidenza di sindrome nefrosica in 27 studi della letteratura, trovando risultati simili al precedente articolo, con incidenza di 2,92 /100.000/anno e senza variazioni significative tra il 1945 e il 2011; un’incidenza significativamente più alta è stata rilevata nei Paesi non occidentali. La stima ponderata totale del rischio di recidiva è risultata pari a 71,9%, con una diminuzione significativa dall’87,4% al 66,2% nel corso degli anni.

In sintesi, la sindrome nefrosica idiopatica sembra, dunque, avere un’incidenza maggiore in bambini e adolescenti di origine non occidentale, che meritano quindi una maggiore attenzione in società eterogenee come quelle attuali. Rimane alto il rischio di recidiva, indicando la necessità di un attento follow-up dei pazienti con sindrome nefrosica idiopatica e di individuare strategie di trattamento migliori.

Londeree J. et al.; J Nephrol. 2021; doi: 10.1007/s40620-021-01108-9
Veltkamp P et al.; Pediatrics. 2021; 148: e2020029249

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