Ricordo di Rolando Cimaz

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È mancato il Direttore della Reumatologia Pediatrica dell’ASST Gaetano Pini-CTO, Ordinario della Statale. Le parole dei colleghi

Nella notte di venerdì è venuto a mancare Rolando Cimaz, Direttore della Reumatologia Pediatrica dell’ASST Gaetano Pini-CTO e professore dell’Università degli Studi di Milano.

Paola Lattuada, Direttore Generale dell’ASST Gaetano Pini-CTO, descrive così Rolando Cimaz: “È stato un medico amato dai suoi tanti piccoli pazienti che negli anni ha curato e accompagnato nella crescita. Da tutti sarà ricordato per la sua umanità, la sua dedizione alla professione medica e per la sua autorevole presenza nel mondo scientifico: un punto di riferimento per i suoi studenti e per tutti i colleghi”.

Riconosciuto protagonista della comunità scientifica sia nazionale sia internazionale, Rolando Cimaz si è impegnato per ideare nuovi percorsi di cura per i bambini affetti da patologie reumatologiche, come il progetto “Da Zero a Cento”, per incrementare la collaborazione e il confronto tra il reumatologo pediatra e il reumatologo dell’adulto, con l’obiettivo di migliorare le conoscenze e accompagnare il paziente lungo tutto il percorso di vita. Questo progetto era nato in collaborazione con Roberto Caporali, collega insieme a cui era arrivato all’ASST Gaetano Pini-CTO tre anni fa, Cimaz a guidare Reumatologia Pediatrica, Caporali il Dipartimento di Reumatologia e Scienze Mediche. “Abbiamo lavorato per quasi tre anni insieme. Possono sembrare pochi, ma quando si condividono ogni giorno paure, speranze, certezze, sogni e traguardi sono davvero molti. E oggi, in questo momento di stupore e disperazione, sembrano un’eternità”, ha ricordato Roberto Caporali. “Abbiamo condiviso i progetti scientifici, ma anche il rito del caffè davanti al quale programmavamo la giornata. Siamo arrivati al Gaetano Pini e all’Università di Milano lo stesso giorno, alla stessa ora. Ci accomunavano tante cose di cui sentirò la mancanza: l’interesse per la ricerca e per la didattica, la volontà di curare al meglio i nostri pazienti, ma anche il piacere di stare assieme e discutere con passione del futuro della Reumatologia”.