Si è svolto il 14 maggio, presso la sede di Fondazione Prada, un incontro promosso da Fondazione Buzzi per l’Ospedale dei Bambini, dedicato alla condivisione dei progressi del progetto del Nuovo Grande Buzzi e alle prospettive di sviluppo dell’ospedale pediatrico milanese. L’evento ha rappresentato un momento di aggiornamento e riflessione sul futuro della pediatria ospedaliera, evidenziando il ruolo strategico di infrastrutture moderne, integrazione tra assistenza e ricerca e attenzione alla qualità degli spazi di cura.
Un progetto in fase avanzata di realizzazione
Nel corso del 2025, il progetto del Nuovo Grande Buzzi ha raggiunto tappe significative, entrando in una fase cruciale del suo sviluppo. Si tratta di un investimento non solo infrastrutturale, ma anche organizzativo e culturale, destinato a incidere profondamente sull’offerta assistenziale.
L’apertura del nuovo padiglione è destinata ad avere ricadute concrete sulla presa in carico dei pazienti pediatrici, con maggiore efficienza nella gestione delle liste d’attesa, accesso più rapido alle prestazioni specialistiche e potenziamento delle attività cliniche e di ricerca. Il progetto si colloca inoltre all’interno di un percorso più ampio di crescita, che coinvolge l’intero sistema sanitario cittadino e che sarà accompagnato da iniziative rivolte alla comunità.
Verso il riconoscimento IRCCS
Parallelamente allo sviluppo infrastrutturale, l’Ospedale Buzzi è in attesa del riconoscimento come IRCCS (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), passaggio che rappresenterebbe un ulteriore salto di qualità. L’eventuale riconoscimento consentirebbe di consolidare il ruolo dell’ospedale nel panorama nazionale ed europeo della pediatria, rafforzando l’integrazione tra assistenza clinica, ricerca scientifica e innovazione terapeutica. Un percorso reso possibile anche dal contributo di donatori, enti e realtà private che negli anni hanno sostenuto lo sviluppo dell’ospedale.
Riorganizzazione e nuove aree specialistiche
Lo sviluppo del nuovo padiglione non esaurisce il percorso di innovazione. Come sottolineato durante l’incontro da Stefano Simontacchi, presidente di Fondazione Buzzi «lo sguardo è però già rivolto al futuro. Il 2026 porterà con sé nuove sfide strategiche, a partire dalla riqualificazione degli spazi che si libereranno con il trasferimento nel nuovo padiglione. Le aree esistenti saranno trasformate per ospitare nuovi reparti e servizi altamente specializzati: una nuova area di degenza dedicata alla chirurgia pediatrica multidisciplinare, nuovi posti letto per la neurochirurgia in collaborazione con la Fondazione IRCCS Istituto Neurologico “Carlo Besta”, un Centro Ustioni e nuove aree dedicate all’oculistica e alla chirurgia maxillofacciale.
La necessità di strutture pediatriche ad alta specializzazione è oggi sempre più evidente. L’aumento delle patologie croniche complesse, delle malattie genetiche e degenerative e la maggiore sopravvivenza dei bambini gravemente prematuri richiedono cure sempre più avanzate e percorsi assistenziali altamente dedicati. In questo contesto, la ricerca scientifica riveste un ruolo centrale e può svilupparsi pienamente solo all’interno di strutture pediatriche specializzate, dove attività clinica e ricerca lavorano in stretta integrazione per individuare terapie sempre più efficaci e personalizzate».
Un modello di ospedale pediatrico evoluto
Il Nuovo Grande Buzzi si propone come un modello di ospedale in cui innovazione tecnologica e qualità dell’esperienza di cura procedono parallelamente. L’attenzione non è rivolta soltanto alle performance cliniche, ma anche a umanizzazione degli spazi, accoglienza delle famiglie e qualità del percorso diagnostico-terapeutico
In questa prospettiva, Fondazione Buzzi continua a sostenere lo sviluppo di progetti che mirano a garantire ai pazienti pediatrici accesso a tecnologie avanzate, diagnosi sempre più precise e “gentili”, oltre a cure di ultima generazione.
Il percorso di crescita dell’ospedale si fonda anche su un modello partecipativo, reso possibile dal contributo di sostenitori pubblici e privati. La serata ha rappresentato un momento di ringraziamento per quanti contribuiscono alla realizzazione dei progetti, sottolineando come il coinvolgimento della comunità resti un elemento chiave per lo sviluppo di una pediatria d’eccellenza.


