Sono comuni presso gli studi di pediatri alcune affermazioni dei genitori sulla corretta prevenzione per la pelle dei piccoli esposta al sole in estate. Tra queste: “La crema solare serve solo al mare”, “Con le nuvole non ci si scotta”. Affermazioni, come sappiamo, false.
È pertanto compito del pediatra educare l’adulto o il caregiver ad adottare comportamenti corretti e salutari perché la salute della pelle, quindi la riduzione del rischio di melanoma nelle fasi della crescita, comincia nell’infanzia. Con questo obiettivo gli esperti dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma hanno stilato un elenco di 10 falsi miti per sensibilizzare e (in)formare sulla stretta relazione del binomio sole-bambini.
Il melanoma pediatrico
È una condizione rara, ma possibile. Rappresenta circa l’1% di tutti i tumori maligni, più probabile in adolescenti e bambini con particolari fattori di rischio, ad esempio una pelle molto chiara o precedenti scottature importanti. L’adozione di corrette abitudini di esposizione al sole sin dai primi anni di vita, è ormai evidenziato e confermato dalla letteratura, è cruciale nel contribuire a ridurre il rischio di melanoma futuro.
Questa è la prima informazione da trasferire al genitore, insieme al fatto che, in funzione degli effettivi numeri del melanoma pediatrico, non è necessario sottoporre i piccoli a controlli dermatologici troppo precoci e uniti, ma che il vero valore per agire in prevenzione è seguire efficaci e corrette misure di protezione dal sole che possono tradurci in dieci indicazioni pratiche e (in)formative chiave.
Il melanoma tra vero e falso
Il ruolo del pediatra e cruciale per contrastare credenze popolari, facendo all’opposto cultura scientifica in modo semplice e chiaro. È falso che:
- Il melanoma riguarda solo gli adulti: anche i bambini possono sviluppare un melanoma, sebbene si tratti di una forma rara che rappresenta circa ’1% dei tumori maligni pediatrici.
- Se un bambino prende qualche scottatura non succede nulla: le scottature in età pediatrica, soprattutto se ripetute, aumentano significativamente il rischio di sviluppare melanoma in età adulta. La pelle dei bambini è più vulnerabile ai danni provocati dai raggi UV.
- La crema solare serve solo al mare: la protezione solare è necessaria anche durante attività sportive all’aperto, passeggiate, piscina e centri estivi: i raggi UV colpiscono anche lontano dalla spiaggia.
- Con le nuvole non ci si scotta: i raggi ultravioletti attraversano le nuvole e possono danneggiare la pelle anche nelle giornate coperte.
- Ogni nuovo neo nei bambini è pericoloso: durante infanzia e adolescenza la comparsa di nuovi nei è spesso fisiologica. A richiedere attenzione sono soprattutto eventuali cambiamenti rapidi nel tempo, in termine di colore e foma ad esempio, crescita anomala o sanguinamento.
- Bisogna portare tutti i bambini dal dermatologo molto presto: in assenza di segnali sospetti, la prima visita dermatologica può essere programmata intorno ai 10-12 anni, salvo indicazioni diverse del pediatra curante o in presenza di un nevo congenito medio o gigante. Controlli troppo precoci e ripetuti rischiano di creare ansia senza reali benefici clinici.
- Solo i bambini con pelle chiarissima rischiano il melanoma: anche i bambini con pelle più scura possono sviluppare melanoma, pur avendo una protezione naturale maggiore.
- Basta mettere la crema una volta al giorno: pur scegliendo un filtro solare con alto fattore di protezione, a schermo totale, la crema solare va applicata almeno 20 minuti prima dell’esposizione e riapplicata frequentemente, ogni 2 ore circa, soprattutto dopo il bagno o una sudorazione intensa.
- Il sole è sempre un nemico da evitare: il sole non va demonizzato, è infatti essenziale per l’irrobustimento delle ossa ad esempio. Tuttavia è necessario imparare a esporsi correttamente, evitando le ore in cui la radiazione solare è più intensa, le ore centrali della giornata, e utilizzando adeguate protezioni, funzionali al fototipo di pelle e all’età del bimbo/a.
- Se un neo non è irregolare allora non è un problema: nei bambini è particolarmente importante osservare l’evoluzione delle lesioni cutanee, in cui gli indicatori citati, possono essere segnali da approfondire e spingere il genitore a rivolgersi a un esperto dermatologo pediatrico. Così come sono da attenzionare i nevi congeniti giganti o multipli che necessitano di un monitoraggio specialistico sin dalla nascita attraverso percorsi multidisciplinari dedicati.
In conclusione
Il genitore deve sapere che la comparsa di nuovi nei durante la crescita è spesso un fenomeno normale, non preoccupante. Una buona educazione da parte del pediatra deve aiutare il genitore a uscire dalla logica della paura: il sole non è il nemico da evitare, la scorretta esposizione sì e pertanto la protezione ai raggi solari che va gestita adeguatamente, con responsabilità e consapevolezza.
La vera prevenzione si fa con comportamenti pratici, semplici, corretti e molto efficaci e non con allarmismi, ma con informazioni affidabili che possono essere trasferite al genitore dagli esperti, pediatra compreso.


