Il contatto pelle a pelle mamma/genitore-neonato è un toccasana per la salute del bimbo: il respiro si calma, lo stress si attenua, il mondo rallenta, il legame di “alleanza” cresce. Sono gli effetti, comprovati, della Kangaroo Care (KC), riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) come standard per la promozione della salute del neonato pretermine e/o di basso peso alla nascita e della sua famiglia. Suggerendo quindi che i benefici sono molto positivi anche per la figura adulta referenziale.

Le evidenze confermano i vantaggi di questa “terapia”, naturale e amorevole, anche nel neonato a termine e nei suoi primi mesi di vita extrauterina. In tutti questi contesti, la KC svolge un ruolo fondamentale nel processo di attaccamento e neurosviluppo.

Gli impatti della KC

La Kangaroo Care offre un ambiente di stimolazione sensoriale complessa che coinvolge tutti i canali percettivi, integrando tre elementi fondamentali: contatto prolungato pelle-a-pelle, supporto all’allattamento esclusivo e coinvolgimento attivo dei genitori, diventando l’ambiente più fisiologico per lo sviluppo neuro-sensoriale del prematuro.

«I benefici a breve e lungo termine della marsupioterapia sono evidenti – ha dichiarato Massimo Agosti, presidente della Società Italiana di Neonatologia (SIN) – Come SIN sosteniamo l’importanza della formazione di tutti coloro che operano nelle Neonatologie italiane e la promozione della KC affinché venga proposta e attuata nei giusti tempi e modi, con un’apertura dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN) H24, così da renderla realmente possibile ed efficace.

Questa pratica, infatti, contribuisce a contenere dolore e stress, consentendo al neonato una maggiore stabilità cardiorespiratoria e digestiva, un miglior equilibrio degli stati di veglia e del sonno, offrendo alle mamme una maggior possibilità di allattare al seno in condizioni di complessità, quali quelle di un ricovero del proprio figlio in TIN. In ultima analisi, la KC migliora il neurosviluppo del neonato e favorisce il benessere mentale dei genitori, aiutando così ad instaurare una relazione positiva genitori-figlio, anche in un quadro di fragilità e difficoltà».

Le evidenze in letteratura

I dati dello studio IPISTOSS (“Immediate skin-to-skin contact at very preterm birth and effect on infant socio-emotional stress response and mother-infant cortisol co-regulation: secondary outcomes from the randomised clinical Immediate Parent-Infant Skin-To-Skin Study (IPISTOSS)“), un recente trial clinico randomizzato pubblicato sul BMJ Paediatric Journal, condotto in Svezia e Norvegia, ha esplorato l’effetto del contatto pelle a pelle immediato alla nascita (prime 6 ore di vita) sulla salute mentale dei genitori, dimostrando che sentimenti di ansia e depressione possono manifestarsi sia nelle madri sia nei padri, soprattutto nei primi giorni trascorsi in TIN. Momento particolarmente complesso in cui il genitore si trova a dover gestire una situazione inaspettata ed emotivamente delicata per la creazione del legame di attaccamento.

Lo studio ha mostrato che il contatto pelle a pelle precoce riduce significativamente i sintomi depressivi nelle madri subito e allevia i sintomi di ansia e depressione anche nei padri fino all’età equivalente al termine di gestazione del bambino. Nello specifico lo studio ha voluto esplorare gli effetti del contatto pelle a pelle immediato genitore-neonato (iSSC) in caso di nascita molto pretermine sulle risposte comportamentali materno-neonatali e sulla reattività dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene (HPA) allo stress socio-emotivo appropriato all’età, a 4 mesi di età corretta.

Sono state coinvolte tre unità di terapia intensiva neonatale scandinave, di livello 2 e 3 che hanno arruolato 91 neonati nati tra la 28+0 e la 32+6ª settimana di gestazione da aprile 2018 a giugno 2021. Sono stati inclusi neonati singoli e gemelli con un secondo caregiver presente, indipendentemente dalla modalità del parto, mentre sono stati esclusi i parti plurigemellari, i neonati con infezioni congenite e malformazioni maggiori. Tutti i neonati sono stati randomizzati prima della nascita a ricevere iSSC (n=46) o cure convenzionali (n=45) durante le prime 6 ore di vita.

A 4 mesi di età corretta, i piccoli sono stati esposti a stress socio-emotivo utilizzando la procedura Face-to-Face Still-Face (FFSF), raccogliendo il cortisolo salivare prima e dopo la FFSF. Sono stati valutati 65 dei 91 neonati, di cui 37 hanno fornito il campione di cortisolo. È emerso nel gruppo iSSC un’emotività positiva più elevata durante la FFSF rispetto al gruppo di controllo (beta 0,74, IC 95% 0,40-1,07; p<0,001), inoltre è stata osservata un’associazione tra i livelli di cortisolo materno-infantile al basale (r 0,55, IC 95% 0,13-0,80; p=0,014) e 30 minuti dopo la FFSF (r 0,55, IC 95% 0,05-0,83; p=0,035).

I dati suggeriscono, quindi, che i neonati che hanno sperimentato iSSC durante le prime 6 ore dopo la nascita molto pretermine hanno una migliore gestione dello stress socio-emotivo e una maggiore sincronia dell’asse ipotalamo-ipofisi-surrene materno-infantile a 4 mesi. Ciò in linea con percenti studi che avevano valutato la risposta fisiologica allo stress, da cui già emergeva una maggiore emotività positiva e una migliore co-regolazione del cortisolo tra madre e figlio. Questi risultati supportano dunque ulteriormente l’avvio immediato del contatto pelle a pelle non solo per la stabilità fisica del neonato, ma come intervento cruciale per migliorare il benessere emotivo dei genitori e favorire una migliore regolazione dello stress nel bambino.

Le azioni

In funzione delle evidenze scientifiche l’OMS ritiene fondamentale la diffusione della KC e a ottobre 2025 ha pubblicato due documenti rivolti al personale sanitario al fine di supportare i genitori nella pratica della KC durante il ricovero e a casa, fornendo informazioni utili. Inoltre, grazie alla stretta collaborazione tra SIN e Vivere Coordinamento Nazionale delle Associazioni per la Neonatologia ETS, molte TIN oggi sono aperte h24, evitando che mamma e papà vengano considerati “visitatori”, quindi di doversi attenere all’orario previsto dalle varie TIN, ma di potere “stare a pelle a pelle” con i propri piccoli quando e ogni qual volta lo desiderano.

Fonti

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