Il vomito come sintomo esclusivo o principale: la diagnostica differenziale

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Vomito_cropUn sintomo comune ma aspecifico: quando il vomito è occasionale e autolimitante non desta in genere preoccupazione. Quando cronico o ricorrente, va attentamente valutato e si rende necessario un corretto inquadramento diagnostico-terapeutico. Le cause del vomito possono essere numerosissime e molto diverse tra loro. A scopo puramente schematico può essere utile distinguere grandi gruppi di cause “d’organo”: digestive, neurologiche, nefro-urologiche, endocrine e metaboliche. Esistono poi il vomito e il rigurgito cosiddetti funzionali, legati a disfunzioni di tipo motorio e/o sensoriale a livello dell’apparato gastrointestinale e delle sue connessioni con il sistema nervoso centrale.

A parte alcuni casi di vomito incoercibile per i quali i genitori conducono direttamente il bambino in ospedale, il vomito persistente, cronico e ricorrente è solitamente valutato e seguito in prima battuta dal pediatra o medico di famiglia. È quindi importante che essi possiedano le conoscenze e gli strumenti idonei a orientare razionalmente e in modo equilibrato il procedimento diagnostico-terapeutico.

Il terzo modulo del Corso ECM “Argomenti di diagnostica differenziale in pediatria” fornisce tutte le informazioni scientifiche e cliniche utili a orientare razionalmente il procedimento diagnostico (con particolare enfasi per quelle intese a sviluppare il ragionamento diagnostico differenziale), la terapia e le eventuali strategie di prevenzione – incluse le indicazioni in merito a indagini laboratoristiche e strumentali e ricoveri in ospedale – nei pazienti pediatrici che presentano vomito (soprattutto cronico o ricorrente) come sintomo esclusivo o principale. Il modulo è curato da Alberto Ravelli, UO Gastroenterologia ed Endoscopia Digestiva, Clinica Pediatrica dell’Università di Brescia.

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