Convulsioni febbrili: aggiornamento

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Sick baby boy

Le convulsioni febbrili (CF) sono il più frequente disturbo neurologico nei bambini tra 6 mesi e 6 anni. La Lega internazionale contro l’Epilessia definisce le CF come un episodio convulsivo in bambini febbrili di età maggiore a 1 mese in assenza di infezioni del sistema nervoso centrale, precedenti convulsioni neonatali e post natali e di altri criteri per convulsioni sintomatiche. L’incidenza è del 2-5% in Europa e negli Stati Uniti, con un picco intorno ai 18 mesi di età. In sintesi, viene riconfermata la classica suddivisione in CF semplici (durata < a 15 minuti, convulsioni tonico-clonico generalizzate, non ricorrenza nelle 24 successive, assenza di sintomi postcritici) e complesse (durata > a 15 minuti, convulsioni focali con o senza successiva generalizzazione, ricorrenza nelle 24 successive, sintomi post-critici, es. pseudoparalisi di Todd). Viene inoltre ricordato come le CF possono essere ricorrenti particolarmente in presenza di alcuni fattori di rischio (età < a 18 mesi, anamnesi positiva per CF nei parenti di I grado, febbre inferiore a 39°C, breve intervallo tra insorgenza della febbre e CF, episodi multipli nel corso di un singolo episodio febbrile) e come in generale il rischio di epilessia sia basso (~2% per i bambini con CF semplici e 6-8% per quelli con CF complesse). Il trattamento degli episodi a non spontanea risoluzione prevede benzodiazepine per via orale (midazolam) o rettale (diazepam). Infine, viene sottolineato che le CF semplici usualmente non hanno effetti sullo sviluppo neuro-cognitivo, mentre quelle complesse o ricorrenti possono determinare disturbi sulle performance scolastiche, la memoria o l’acquisizione del linguaggio. Un’eccellente review clinica utile non solo ai pediatri, ma a tutti i medici che hanno l’occasione di valutare un bambino con CF (es. Pronto Soccorso o 118).

Patel N, et al. BMJ 351: h4240. doi: 10.1136/bmj.h4240

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