Prescrizione di antibiotici nei neonati e nei bambini: appropriata o eccessiva?

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medicine vials and syringeL’uso eccessivo e inappropriato di antibiotici rappresenta un argomento di crescente attualità e particolarmente allarmante alla luce della diffusione del fenomeno dell’antibiotico-resistenza, che nel futuro potrebbe portare all’assenza di “armi” efficaci per contrastare le infezioni.

In un recente articolo articolo Maia De Luca, dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, e altri colleghi italiani riportano dati raccolti per il progetto ARPEC (Antibiotic Resistance and Prescribing in European Children) e relativi alla situazione italiana in termini di prescrizioni di antibiotici in neonati e bambini ricoverati. Si tratta di uno studio epidemiologico condotto nel periodo ottobre-dicembre 2012, che ha calcolato la prevalenza puntuale sulla base del numero di neonati e bambini in terapia antibiotica nel giorno in cui ciascuno dei 7 ospedali italiani selezionati è stato analizzato.

I principali risultati sono stati che, per quanto riguarda i neonati, vi è un’alta prescrizione intraospedaliera di antibiotici soprattutto per profilassi (62,8%), con i principali antibiotici usati rappresentati da penicilline e aminoglicosidi.

In ambito pediatrico, è emerso un uso eccessivo, soprattutto se confrontato con altri paesi europei, nell’utilizzo di cefalosporine di terza generazione (nello specifico ceftriaxone) nel trattamento di infezioni delle basse vie aeree. Inoltre, è anche emerso un uso al di sopra della media di carbapenemici (8,9% rispetto al 4,2% in Europa), dato allarmante in vista della crescente epidemia di ceppi resistenti a questa classe di antibiotici. Al di sopra delle attese anche l’utilizzo di quinolonici (ciprofloxacina) per infezioni basse vie aeree (7,7%), anche se le prinicipali indicazioni erano in soggetti con patologie di base come fibrosi cistica o immunodeficienza.

Sebbene lo studio presenti dei limiti, essendo basato su dati raccolti solo in un numero limitato di ospedali, e con limiti metodologici, quali l’assenza per esempio di dati di microbiologia che potrebbero aver guidato la scelta antibiotica, tuttavia i risultati sono importanti in quanto pongono l’accento su una problematica molto attuale.

Gli autori auspicano l’implementazione di programmi per controllare e modificare gli attuali modelli di prescrizione di antibiotici in età pediatrica, per evitare l’emergere di batteri con resistenze antibiotiche multiple, che rappresentano una vera minaccia per il futuro.

De Luca M, et al. PLoS One. 2016 May 16; 11(5):e0154662 (I.F. 3.534)

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