Divezzamento e allergia alimentare

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Che competenze deve avere il lattante?

Il processo dello svezzamento procede, spesso, per epoche diverse in lattanti simili sulla base delle singole competenze sia posturali sia neurologiche sia motorie, fondamentali per evitare la dispersione dell’alimento e la sottoalimentazione e per permettere la corretta accettazione del cucchiaino, il controllo del capo, della mascella, della mandibola, delle labbra, dei movimenti della lingua, la gestione del cibo all’interno del cavo orale e faringeo e la corretta coordinazione tra deglutizione e respirazione. Lo sviluppo del gusto avviene in parte già in epoca fetale e può essere influenzato dai sapori passati dalla dieta materna già durante la gravidanza. La neofobia verso gli alimenti è minima proprio nell’epoca dello svezzamento e favorisce, quindi, un’ampia offerta di cibi e sapori.

 

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Con quali alimenti iniziare?

Fino a qualche anno fa venivano forniti ai genitori rigidi schemi di introduzione degli alimenti complementari. In contrasto con ciò, è stato proposto anche un metodo di auto svezzamento con utilizzo degli alimenti verso i quali il bambino mostra un particolare interesse “di assaggio”. I carboidrati complessi come i cereali quali riso, pasta, pane, creme di riso, mais o tapioca, devono fornire la maggior parte delle energie. Carne e pesce dovrebbero essere sempre presenti nel pasto principale del bambino anche per la loro ricchezza di proteine “nobili”, di ferro e zinco e, nel caso di pesci, per la presenza di grassi (omega-3) antinfiammatori. L’olio extravergine di oliva introduce, inoltre, in poco volume (1 cucchiaio al giorno pari a 10 grammi) una buona quantità di calorie (90 calorie) e un’ottima qualità di grassi, vitamina E ed antiossidanti. Frequentemente viene utilizzata la verdura e la frutta più comune (carota, zucchina, patate, mela, pera, banana), schiacciando o frullando le parti o utilizzando gli omogeneizzati, per poi passare a un’offerta di vegetali e fibre più ampia.

Il latte, possibilmente materno, deve continuare a essere presente nella dieta e non va sostituito da altri liquidi di inferiore qualità nutrizionale e troppo ricchi di zuccheri semplici quali tè, bevande zuccherate, tisane o succhi di frutta. In caso di mancanza o insufficienza di latte materno, questo va sostituito o integrato con le formule per lattanti che rispettano le normative ESPGHAN per apporti di macro e micronutrienti. Il latte vaccino, per eccessivo carico proteico e inadeguato apporto di minerali, non deve essere introdotto nel primo anno di vita. Altri errori comuni sono rappresentati da un eccessivo apporto di proteine, di sale e di zuccheri semplici e un’inadeguata assunzione di ferro, frutta o grassi. Da evitare, per almeno il primo anno di vita, sono: il miele (soprattutto per il pericolo di botulismo), i pesci di “acque profonde” quali lo squalo e il pesce spada (per gli alti livelli di mercurio), le uova crude e le noci (per il rischio di soffocamento).

L’eccessivo apporto di proteine (attraverso latte, formaggi e carne), per un effetto sull’IGF1 e sull’insulina, così come di calorie e sale, sono stati correlati a un aumentato rischio di sovrappeso e obesità in età successive. Per la prevenzione del sovrappeso, obesità e ipertensione viene consigliata una dieta con corretto apporto energetico (70- 75 Kcal/kg/die), ricca di frutta, verdura e grassi insaturi. Tradizioni locali ed etniche influenzano la composizione delle pappe ma devono comunque rispettare l’equilibrio e i principi nutrizionali dell’alimentazione complementare con apporto calorico dei carboidrati (amidacei) del 45-60%, di lipidi del 25-40% e di proteine del 10%. Inoltre, le diete vegetariane, a questa età, non sono raccomandate perché non soddisfano le esigenze nutrizionali del lattante. Una recente valutazione di 300 lattanti italiani ha riportato, attraverso un diario di 7 giorni, un alto intake di proteine, zuccheri semplici, grassi saturi e sodio e un basso apporto di ferro e fibre rispetto ai valori di riferimento, con differenze tra Nord e Sud in termini di consumo di fibre e ferro.

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