Dal pediatra al reumatologo dell’adulto: il Progetto Transition per gli adolescenti

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Angelo Ravelli

 

Ambulatori con pediatra, reumatologo, psicologo e infermiere a disposizione dell’adolescente per la gestione della sua patologia nella transizione all’età adulta.

Accompagnare il paziente con reumatismi cronici infiammatori nel passaggio dal pediatra al reumatologo dell’adulto. Un momento che può essere delicato e importante da effettuare con tutte le attenzioni necessarie. In questo ambito si pone e propone il Progetto Transition, realizzato dalla Società Italiana di Reumatologia, in collaborazione con la Società Italiana di Pediatria.

Il passaggio tocca 3.000 adolescenti, di cui uno su due circa non effettua una corretta transizione. “Il bambino ha un rapporto confidenziale con il pediatra, lo percepisce come uno di famiglia, cresce con lui e si sente protetto. Quando adolescente o giovane adulto, si trova da solo con la sua patologia e deve gestirne tutti gli aspetti in autonomia”, afferma il coordinatore del Progetto Transition Angelo Ravelli, Ordinario di Pediatria, Responsabile della Clinica Pediatrica e Reumatologia del Gaslini e Presidente della Società Europea di Reumatologia Pediatrica (PRES). “Non vorrebbe lasciare il ‘suo amico’ pediatra e anche il rapporto con i genitori diventa complesso e fonte di crisi. Dopo un primo approccio col reumatologo dell’adulto, il paziente si autogestisce e non segue il follow-up clinico”.

Il progetto, si pone dunque l’obiettivo di ridurre i traumi psicologici e le difficoltà di gestione che possono nascere in questo passaggio all’età adulta, con ambulatori con pediatra, reumatologo, psicologo e infermiere a disposizione dell’adolescente. Questo piano permetterebbe di mantenere una continuità nell’assistenza, e una assistenza adeguata allo sviluppo, ai giovani con patologie reumatiche, per evitare il rischio di complicazioni importanti a lungo termine.

Si tratta di un modello di percorso diagnostico terapeutico assistenziale (PDTA) che potrà essere recepito dalle singole Regioni e declinato nelle Aziende Sanitarie e Ospedaliere del territorio sulla base delle diverse esigenze e risorse, per arrivare a una sistema di rete di transizione; è stato condiviso un modello minimo, realizzabile anche con poche risorse e una cartella clinica informatizzata, in un periodo ragionevolmente breve, con 1-2 visite in team. È prevista anche la possibilità di teleconsulto per la visita collegiale.