L’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica sostiene la campagna vaccinale per medici e infermieri ma anche familiari e conviventi sopra i 16 anni dei pazienti

L’adesione alla campagna vaccinale è fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari dell’oncologia ed ematologia pediatrica. Ad affermarlo l’Associazione Italiana di Ematologia e Oncologia Pediatrica (AIEOP), rappresentante di tutti i centri di onco-ematologia pediatrica italiani. Stessa raccomandazione per familiari e conviventi adulti sopra i 16 anni dei pazienti pediatrici, per garantire a questi ultimi una protezione indiretta con la limitazione della diffusione dell’infezione e il raggiungimento dell’immunità di gregge.

Il Consiglio Direttivo dell’AIEOP ha diffuso una serie di raccomandazioni rispetto alla gestione di bambini e adolescenti con tumore, in particolare sulla vaccinazione anti-COVID-19. Finora, riporta la società scientifica, nel confronto con il paziente adulto l’infezione da SARS-CoV-2 ha avuto un decorso clinico più lieve nella popolazione oncologica pediatrica, sia sotto l’aspetto della morbilità sia sotto quello della mortalità. La prosecuzione della terapia oncologica, secondo i protocolli e le linee guida in atto, è la priorità assoluta per bambini e adolescenti in cura, sottolinea ancora AIEOP, e sono necessari tutti gli sforzi perché venga effettuata in sicurezza, con una riduzione dei rischi al minimo. È necessario garantire standard alti nella cura e nella ricerca, anche in questo periodo e contesto.

Data la disponibilità del vaccino contro il virus SARS-CoV-2, la società scientifica sottolinea come l’adesione alla campagna vaccinale sia fortemente raccomandata a tutti gli operatori sanitari dell’oncologia ed ematologia pediatrica. Rispetto ai pazienti onco-ematologici, al di sotto dei 16 anni non vi è attualmente indicazione alla vaccinazione, poiché i dati di sicurezza e di efficacia sono per il momento limitati a soggetti con più di 16 anni. Per questa fascia di età quindi, in attesa dei risultati di trial che coinvolgano anche questa popolazione pediatrica, è raccomandata la vaccinazione di familiari e conviventi adulti, non appena disponibile, secondo il piano vaccinale vigente, per garantire una protezione indiretta attraverso la limitazione della diffusione dell’infezione e il raggiungimento dell’immunità di gregge. Può invece essere effettuata, ed è fortemente raccomandata, prosegue AEIOP, per i pazienti sopra i 16 anni, secondo modalità, tipologia di vaccino e tempistiche previste per i pazienti adulti con patologia onco-ematologica.

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