L’Istituto Giannina Gaslini riporta un aumento dei casi gravi e segnala di non trascurare possibili segnali di esordio, anche in periodo di pandemia

Un appello a non sottovalutare segnali che possono far pensare a una gastrite e a una condizione simil-influenzale. La segnalazione viene dall’Istituto Giannina Gaslini di Genova, dall’analisi dei dati dall’inizio della pandemia dei pazienti pediatrici con diabete mellito tipo 1 del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’istituto: casi con chetoacidosi più che raddoppiati, casi gravissimi che possono mettere a rischio la vita raddoppiati.

“Siamo consapevoli che la pandemia ha concentrato molte energie in campo sanitario verso il contenimento del Coronavirus, e le misure di prevenzione del contagio hanno determinato una riduzione degli accessi sia al Pronto Soccorso che ai pediatri di libera scelta”, afferma Mohamad Maghnie direttore U.O.C. Clinica Pediatrica, Endocrinologia dell’ospedale G. Gaslini, “ma alla luce di quanto osservato è indispensabile richiamare l’attenzione delle famiglie e dei sanitari sui sintomi indicati, al fine di evitare ritardi diagnostici e aggravamento delle condizioni cliniche dei bambini”.

In genere l’esordio del diabete mellito tipo 1 è preceduto da sintomi quali poliuria, polidipsia e calo ponderale che, spiega Giuseppe D’Annunzio direttore del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica, se non colti tempestivamente, possono portare alla chetoacidosi diabetica, che può evolvere in coma e anche nella morte del paziente. “In corso di chetoacidosi diabetica possono comparire anche altri sintomi generalmente ingannevoli, quali difficoltà respiratoria, dolori addominali e vomito e, nella bambina, vaginite”, prosegue Giuseppe D’Annunzio. “È pertanto indispensabile riconoscere i segni e sintomi per poter effettuare una diagnosi precoce, evitando il quadro più grave di chetoacidosi e i rischi di complicanze e di sopravvivenza”.

Rispetto alla diffusione a livello regionale, aggiunge Nicola Minuto coordinatore dell’attività Day Hospital del Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica: “Presso il Centro Regionale di Riferimento di Diabetologia Pediatrica afferente all’Istituto Giannina Gaslini vengono seguiti circa 600 pazienti in età pediatrica/adolescenziale affetti da diabete mellito tipo 1; ogni anno in Liguria sono registrati circa 30 nuovi casi di cui mediamente meno di un terzo in chetoacidosi. Inoltre l’età d’esordio si è modificata con gli anni con un diabete di tipo I che colpisce lattanti e la prima infanzia”.

Viene quindi sottolineata l’importanza di prestare attenzione anche a segnali che potrebbero non far pensare al diabete mellito tipo 1, rivolgendosi anche alle famiglie. Conclude Giuseppe D’Annunzio: “È fondamentale che le famiglie non sottovalutino segni che sembrano quelli di una gastrite o simil-influenzali e che segnalino al medico la comparsa di eventuali sintomi evocativi di diabete. La diagnosi precoce del diabete previene situazioni potenzialmente molto gravi e rischiose per i bambini che presentano questi sintomi”.

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