La malnutrizione correlata a malattia rappresenta una condizione ad alta prevalenza e rilevanza clinica anche in ambito pediatrico. Lo dimostrano i dati presentati in occasione di “Spring Event 2026 – Advances in Specialized Artificial Nutrition”, il congresso della Società Italiana di Nutrizione Artificiale e Metabolismo (SINPE): la malnutrizione interessa fino al 50% dei pazienti ricoverati e circa il 25% dei pazienti pediatrici. È associata a un incremento di 2,6 volte della mortalità, a un rischio triplicato di complicanze e a un prolungamento della degenza ospedaliera fino al 30%.
L’impatto economico è significativo: si stimano costi superiori a 170 miliardi di euro annui in Europa e tra 2,5 e 10 miliardi per il Servizio Sanitario Nazionale italiano. Tali evidenze rafforzano la necessità di un approccio sistematico allo screening e alla gestione nutrizionale, anche nei contesti pediatrici.
Una condizione da non sottovalutare
«Non significa solo “mangiare poco” – ha affermato Antonella Lezo, presidente SINPE – La malnutrizione è una condizione in cui l’organismo non riceve o non riesce a utilizzare correttamente energia, proteine e nutrienti necessari per funzionare in modo adeguato. Può colpire persone di qualunque età e si sviluppa spesso durante una malattia importante, come tumori, infezioni, interventi chirurgici, insufficienza d’organo o lunghe degenze ospedaliere, anche in persone apparentemente normopeso o sovrappeso».
Il congresso ha sottolineato come la nutrizione clinica stia assumendo un ruolo sempre più centrale nei percorsi diagnostico-terapeutici. «Proprio la crescente consapevolezza dell’impatto clinico, umano ed economico della malnutrizione sta spingendo la nutrizione clinica verso un nuovo riconoscimento: non più “supporto accessorio”, ma infrastruttura terapeutica trasversale, vera medicina di sistema, capace di influenzare prognosi, complicanze, recupero funzionale, risposta ai farmaci, durata della degenza e qualità di vita lungo l’intero continuum di cura, dall’ospedale al territorio, fino al domicilio».
I focus: oncologia, innovazione ed età evolutiva
Particolare attenzione durante il congresso è stata dedicata alla nutrizione in ambito oncologico, con un focus sull’aggiornamento delle linee guida e sulla gestione della disinformazione. Secondo gli esperti, le fake news nutrizionali costituiscono un fattore di rischio clinico: pratiche come digiuni prolungati, diete non validate o restrizioni arbitrarie possono compromettere l’aderenza ai trattamenti e accelerare la perdita di massa muscolare, con implicazioni rilevanti anche nei pazienti pediatrici.
Tra i principali ambiti di innovazione emergono la terapia intensiva, con lo sviluppo di strategie di nutrizione di precisione, modulazione del microbioma e formulazioni enterali avanzate (arricchite con fibre e componenti immunomodulanti), e la chirurgia, dove la nutrizione è ormai parte integrante dei percorsi perioperatori (prehabilitation e recupero post-operatorio).
Un focus specifico ha riguardato l’età evolutiva, fase in cui la nutrizione rappresenta un determinante chiave non solo per la crescita staturo-ponderale, ma anche per lo sviluppo neurologico e immunitario. Nel neonato pretermine, così come nei bambini affetti da patologie complesse (oncologiche o insufficienza intestinale cronica), la gestione nutrizionale richiede approcci altamente specializzati, con crescente integrazione tra ospedale e domicilio. L’approccio multidisciplinare, che coinvolge pediatri, nutrizionisti clinici, gastroenterologi e altri specialisti, emerge, dunque, come elemento centrale per ottimizzare gli outcome clinici.


