Nel 2050 viene stimato un numero di miopi nel mondo pari a 5 miliardi. L’impatto di COVID-19 con la didattica a distanza

Pandemia, restrizioni, didattica a distanza. Gli effetti ‘indiretti’ del coronavirus si manifestano anche in ambito oculistico. A sottolineare i rischi e la portata è Roberto Caputo, direttore Oftalmologia Pediatrica all’ospedale Meyer di Firenze, in un’intervista che ha rilasciato all’agenzia Dire nell’ambito di una serie di interviste programmate dall’Associazione Italiana Medici Oculisti (A.I.M.O.).

“Già si parla di epidemia di miopi. Secondo uno studio molto importante nel 2050 ci saranno 5 miliardi di miopi. I giovani facciano sport, perché protegge dalla miopia”, ammonisce Roberto Caputo. E in particolare, focalizzando l’attenzione sui più giovani, fra i 6 e i 16 anni, e pensando alle ore di lezione a distanza di questi mesi, prosegue: “Un lavoro scientifico di un gruppo cinese condotto su 120mila ragazzi in 10 scuole ha evidenziato un aumento della miopia in questo periodo rispetto agli scorsi anni, in cui è stata ridotta l’attività all’aria aperta e incrementata la didattica a distanza. Uno studio che può tranquillamente essere traslato anche sull’Italia durante il periodo della pandemia”.

Il direttore di Oftalmologia Pediatrica del Meyer sottolinea il ruolo positivo di sport e attività all’aria aperta per prevenire e limitare la miopia, e aggiunge: “Teniamo presente, però, che vediamo spesso i giovani col telefonino in mano anche stando fuori di casa. Quindi il consiglio che do è quello di fare sport, perché è l’unico momento in cui il ragazzo è costretto a lasciare il telefonino. Oltretutto il sole aumenta la dopamina, che è un fattore protettivo contro la miopia, e usare l’occhio per vedere da lontano riduce lo sforzo che normalmente si fa guardando da vicino. Lo sport oltre che far bene al fisico fa bene alla miopia”.

“Lo sforzo dell’occhio è prevalentemente legato alla distanza. Uno schermo irrita di più rispetto a un testo, però leggere un libro o guardare uno schermo a 20 cm è praticamente uguale”, afferma ancora Roberto Caputo rispondendo in merito ai rischi concreti di una prosecuzione della didattica a distanza. “Oltretutto, penso sia inutile iniziare una battaglia persa in partenza contro il futuro, anche perché noi adulti stiamo sempre col telefonino in mano. Lo ribadisco: lo sport è la medaglia che ha solo dritti e non rovesci, il momento in cui la vista si rilassa e lo smartphone è lontano dagli occhi”.

Una epidemia, quella della miopia, di cui si parla già da tempo. “In Asia si arriva a punte di oltre il 70% di miopi, in alcune popolazioni oltre il 90% di ragazzi scolarizzati è diventato miope. Ma anche per popolazioni occidentali le cose sono cambiate: un lavoro fatto negli Stati Uniti dice che tra gli Anni ’70 e i primi del 2000 siamo passati da una media del 25% a una media del 42% di miopi a pari età. Uno studio molto importante afferma, inoltre, che nel 2050 ci saranno 5 miliardi di miopi”, racconta ancora Roberto Caputo nel corso dell’intervista, ricordando anche i rischi a tutte le età rappresentati dalle ore davanti a cellulari e computer: “Il problema dell’adulto, ma anche del ragazzo, si chiama ‘sindrome da stress del computer’, in cui ci sono affaticamento visivo ed essiccamento dell’occhio. Per questo motivo si consiglia a chi sta molte ore davanti al pc con le lenti a contatto di aggiungere un lubrificante, quelle che volgarmente chiamiamo ‘lacrime artificiali’”, conclude.

Fonte «Agenzia DIRE»

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