L’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù riporta i percorsi per la tutela dell’infanzia e i dati relativi ai minori seguiti dalla struttura

Ogni anno superano il centinaio i nuovi casi di abuso e maltrattamento di minori gestiti dall’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, che dal 2009 segue una procedura per la rilevazione degli abusi su minori in base a una serie di indicatori, minori che vengono poi presi in carico dalla Neuropsichiatria dell’ospedale in un day hospital dedicato alle vittime di violenza (percorso ‘Child Care’).

Le forme di violenza sui minori vanno dal maltrattamento fisico e psicologico alla ‘patologia delle cure’ (dall’incuria all’eccesso di cura), dalla violenza assistita all’abuso sessuale. Per rilevare tali situazioni dal 2009 nell’Ospedale viene applicato uno screening ai pazienti che accedono in qualsiasi regime assistenziale: pronto soccorso, ricovero ordinario o diurno, ambulatori. In caso di segni sospetti, viene attivato un percorso clinico che prevede la valutazione da parte di un gruppo di specialisti (medici di pronto soccorso, traumatologi, psicologi e neuropsichiatri, medici legali), che formula la diagnosi e definisce il percorso di cura più adeguato. L’Ospedale riporta che in media ogni anno in Pronto Soccorso sono intercettati 80 casi di sospetto abuso, cui si aggiungono quelli rilevati in ambulatorio o durante un ricovero.

La gran parte dei pazienti per cui viene fatta una segnalazione per un abuso sospetto o accertato viene presa in carico dalla Neuropsichiatria del Bambino Gesù in un day hospital dedicato alle vittime di violenza (‘Child Care’), in cui possono arrivare anche i minori vittime di un abuso segnalati da altri ospedali, strutture territoriali, Autorità Giudiziaria. Viene riportato che oltre la metà dei casi che arrivano a tale day hospital provengono dal Pronto Soccorso.

Nel corso degli anni di attività (oltre 40 anni di esperienza), sono stati più di 5.000 i casi che l’Ospedale Bambino Gesù ha registrato attraverso l’Unità operativa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’adolescenza, di cui sei su 10 negli ultimi 15 anni. Tra questi, anche alcuni in fuga da zone di guerra (Ucraina, Siria, Africa). Tra il 2008 e il 2022 sono stati seguiti 3.200 bambini e ragazzi abusati o maltrattati, oltre 200 all’anno (di cui circa 130 nuovi casi e 70 in follow up), con un’età media di 12 anni. Il tipo di abuso più frequente è la ‘patologia delle cure’, cui seguono la violenza assistita, l’abuso sessuale e il maltrattamento fisico e psicologico. Più dell’80% degli abusi è stato compiuto all’interno della famiglia. Infine, con l’eccezione dell’abuso sessuale che, nella fascia d’età 7-18 anni, ha un’incidenza tre volte superiore tra le femmine rispetto ai maschi, le altre forme di violenza vengono esercitate in misura sostanzialmente pari su maschi e femmine.

“I ragazzi che vengono nel nostro Servizio portano nella mente e nel cuore i segni della violenza; alcuni li esprimono chiudendosi e buttandosi giù, altri mettendo in atto comportamenti dirompenti, alcuni congelano le emozioni, altri le fanno esplodere”, racconta Paola De Rose, neuropsichiatra del Bambino Gesù referente del percorso ‘Child Care, e conclude: “Tutti, però, hanno la possibilità e il diritto di cambiare la traiettoria a cui la vita fino a questo momento li ha esposti. Ed è proprio il compito di noi adulti contribuire alla cura di queste ferite”.

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