Tutelare i minori dai rischi del digitale, in ogni sua forma: siti capestro e pericolosi, sviluppo di potenziali dipendenze, cyberbullismo, altre forme di violenza on line e promuovere, all’opposto, un uso consapevole e responsabile delle tecnologie. È la mission di Unicef Italia e Iostaccolaspina Aps che, di comune accodo, hanno siglato un protocollo di intesa. L’iniziativa apre a un lavoro di collaborazione e condivisione: sviluppo di eventi (in)formativi, progetti di ricerca, ulteriori attività.
Il protocollo d’intesa
Un’alleanza lunga (almeno) tre anni: tempo che i due enti dedicheranno non solo a tutelare, ma anche a sostenere, sensibilizzare e promuovere i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nell’era dell’iperconnessione, ad oggi “collegata” a un elevato rischio di (in)sicurezza, digitale (ma non solo), mancanza di sorveglianza, accessi a siti anche pericolosi aperti, quindi alla maggiore esposizione all’ambiente digitale nel suo complesso. Il quale, usato bene può essere uno strumento di aiuto di educazione, tuttavia in diversi contesti non è così, rendendo necessaria l’attuazione di specifiche misure preventive e protettive, anche in funzione delle nuove abitudini e “passatempi” preferiti dai giovani, in cui l’iperconnessione è diventata la normalità, anche per i più piccoli.
Gli orientamenti del “mondo”
Qualcosa si sta muovendo verso la tutela dai rischi del digitale e lo scenario del prossimo futuro potrebbe/dovrebbe cambiare. Grazie alle più recenti “prese di posizione”, anche in ambito normativo e a strumenti più sicuri e tutelati.
Ne sono un esempio la App, promossa e strutturata dall’Unione europea, come annunciato nei giorni scorsi dalla presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, che intende negare il libero accesso a siti porno, ad esempio, e simili, ai minori, salvo apposita certificazione, una sorta di green pass che si attiva con l’iscrizione e l’inserimento dei dati sensibili all’applicazione stessa. Presto questa app dovrebbe avere libero corso e circolazione nella UE.
Anche l’Italia, sulla stessa linea, è pronta a varare un DDL (Disegno Di Legge) per vietare o limitare l’accesso dei più piccoli ai social, rafforzando il parental control e restituendo così ai genitori un ruolo centrale nel monitoraggio delle tecnologie digitali, sul modello di quanto già fatto in Australia, Danimarca, Francia, Austria, Grecia e Indonesia. Le misure più importanti del prossimo DDL riguardano l’articolo 7, comma 2, che prevede l’introduzione di “strumenti idonei a impedire l’accesso a social network e piattaforme di condivisione video ai minori di età inferiore ai 15 anni”. A partire dal compimento del quindicesimo anno di età, l’iscrizione autonoma alle piattaforme sarà consentita, fermo restando la possibilità per chi esercita la responsabilità genitoriale di continuare ad agire sul controllo e limitazione di utilizzo.
Altro punto cruciale l’“autorità” del genitore verso cui saranno diretti, pensati e studiati sistemi di parental control resi obbligatori su tutti i dispositivi in uso ai minori. Questi sistemi dovranno essere attivati sia al momento della configurazione iniziale del dispositivo, tramite profili appositamente pensati per i minori, sia attraverso pacchetti junior dedicati, messi a disposizione direttamente dagli operatori di comunicazioni, “accreditando” e attribuendo un ruolo educativo alla famiglia.
Cosa prevede il protocollo Unicef Italia e Iostaccolaspina Aps
La collaborazione fra i due enti intende rafforzare la consapevolezza sulle opportunità e sui rischi delle tecnologie, sostenere famiglie e scuole nella costruzione di un ecosistema digitale sano e contribuire alla piena attuazione dei diritti alla salute, al riposo, al gioco e al benessere psicologico. Il protocollo dunque sostiene e promuove il diritto/dovere alla disconnessione: un presupposto essenziale per una crescita equilibrata e per relazioni sane, grazie all’equo bilanciamento fra vita digitale, ambiente da cui oggi comunque anche i più piccoli non possono essere “esclusi” ed esentati, e vita reale, intendendo la disconnessione non come una “forzatura obbligata” o una rinuncia, ma una competenza educativa e relazionale.
Concetti e obiettivi che, a livello pratico, si tradurranno in azioni di sensibilizzazione sull’uso consapevole dei dispositivi digitali tramite la migliore e adeguata conoscenza dei rischi dell’iperconnessione e dell’esposizione precoce agli schermi; la promozione di iniziative formative e divulgative su cyberbullismo, violenza online e impatti psicologici; la produzione di materiali sul tema rivolti ad adulti e comunità educanti.
Unicef Italia e l’Associazione Iostaccolaspina Aps hanno già collaborato a marzo, in occasione della Giornata Mondiale della Disconnessione, offendo ai genitori una serie di consigli sull’utilizzo consapevole dei dispositivi digitali e un modello di “patto” a supporto delle famiglie per trovare un “patto d’intesa” e regole comuni sull’utilizzo di questi dispositivi. In questo contesto di monitoraggio-sentinella, un ruolo chiave lo svolge anche il pediatra aprendo, ad esempio, un dialogo con il genitore.


