L’Ospedale Niguarda di Milano dispone di una nuova unità di Terapia Intensiva Pediatrica (TIP). Ufficialmente inaugurata il 20 aprile, ma operativa dal 16 aprile, la struttura è stata pensata in un approccio family centered per dare la possibilità di riunire paziente e genitori in un unico ambiente protetto.

L’unità operativa, che dispone di sei posti letto, si distingue inoltre per l’impiego esclusivo di stanze singole, permettendo ai genitori di rimanere accanto ai propri figli giorno e notte, e tutelare la privacy della famiglia. Le stanze sono accessibili direttamente dal blocco operatorio, un aspetto rilevante per ridurre il rischio di contagi e infezioni tra pazienti.

«Penso che a oggi quella di Niguarda sia l’unica terapia intensiva che disponga solo di stanze singole – sottolinea Anna Camporesi, direttrice della TIP – Questo significa che quando arriva un paziente con tutta la sua storia e il proprio vissuto, la famiglia potrà stare con lui in uno spazio che garantisce la privacy e che permette la permanenza del genitore 24 ore al giorno. Un luogo dove la presenza diventa cura, sia per il bambino sia per il genitore, e che riconosce la presenza della famiglia come parte integrante del percorso terapeutico, e supporto costante per il benessere dei pazienti.

Il modello di Family Centered Care che abbiamo adottato mette al centro il nucleo familiare, garantendo spazi dedicati e un supporto che continua anche dopo la fase critica. La cura dei piccoli pazienti infatti non termina con la dimissione, ma continua attraverso un follow-up ambulatoriale polispecialistico pensato per accompagnare i bambini e i ragazzi durante tutto il percorso di cura».

Anche la scelta delle decorazioni degli ambienti va nella direzione di accogliere, e “ospitare” la famiglia; le stanze sono decorate a tema marino -pesciolini, coralli e fondali, così che ogni letto sia immerso in un ambiente allegro e gradevole. A soffitto, alcune lampade speciali ricreano il cielo esterno, con nuvole e la luce calda del sole, che segue il ritmo circadiano. «Anche questo è un modo rendere la permanenza nella Terapia Intensiva sempre più a misura di famiglia e di bambino» conclude la direttrice.

Un reparto ad alta complessità assistenziale

La nuova struttura, che va ad aggiungersi alle altre due presenti nell’area metropolitana milanese, presso l’Ospedale Buzzi e la Fondazione IRCCS Ca’ Granda-Ospedale Maggiore Policlinico, accoglie pazienti dai 28 giorni di vita ai 18 anni, affetti da patologie acute con compromissione delle funzioni vitali; l‘unità risponde alla vocazione polispecialistica e a elevata complessità dell’Ospedale Niguarda, dove per la gestione dell’emergenza-urgenza e dei grandi traumi si registrano ogni anno 105 mila accessi al Pronto Soccorso.

«Con l’avvio della nuova Terapia Intensiva Pediatrica – spiega Alberto Zoli, direttore generale dell’Ospedale Niguarda – diamo una risposta ancora più completa ai bisogni di salute della Regione e non solo, diventando tra l’altro il primo Centro Traumi Pediatrico di Milano e il secondo in Lombardia. Questi pazienti sono sempre stati curati al meglio nel nostro Ospedale, grazie alla grande esperienza dei nostri rianimatori e neurorianimatori; ora il percorso dei pazienti pediatrici critici è accolto in uno spazio strutturato con ancora più efficacia e ha uno staff di professionisti dedicato».

Nella TIP lavora un’equipe composta da 11 medici, 12 infermieri e un coordinatore infermieristico, oltre alla direttrice; si tratta, precisa Camporesi, di «un’équipe di anestesisti rianimatori pediatrici e di infermieri pediatrici con esperienza maturata in contesti nazionali e internazionali, supportati stabilmente dalla presenza di un pediatra in reparto. Il suo valore aggiunto è quello di essere inserita in un grande Ospedale, dove l’ampia esperienza nella gestione dei piccoli pazienti permette di trattare qualsiasi patologia grazie al contributo di infermieri pediatrici, chirurghi e cardiochirurghi pediatrici, cardiologi, infettivologi, fisioterapisti, ortopedici, nutrizionisti, neuropsichiatri dell’infanzia, neurorianimatori e molti altri specialisti».

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