Circa un bambino su dieci, nei Paesi occidentali, soffre di asma; anche in Italia, la prevalenza stimata si attesta intorno al 10%, confermando l’asma come una delle patologie croniche più diffuse in età pediatrica.
In occasione della Giornata Mondiale dell’Asma (5 maggio 2026), la Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica (SIAIP) da il via alla campagna “Le Parole dell’ASMA”: fino alla fine del mese, sarà pubblicata ogni giorno sui canali social della Società (https://www.facebook.com/SIAIPweb e https://www.instagram.com/siaip_pediatria/) una parola chiave legata all’asma nei bambini, accompagnata da una spiegazione semplice, breve e scientificamente corretta. Si tratta, dunque, di un progetto di educazione sanitaria rivolto ai genitori, che ha l’obiettivo di rendere più chiari e accessibili i concetti legati alla malattia.
La patologia
Secondo quanto riportato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’asma è un problema di salute globale spesso sottovalutato e sotto-trattato. La patologia «ancora oggi può essere sotto-diagnosticata o riconosciuta con ritardo, soprattutto nei bambini più piccoli, nei quali i sintomi possono essere meno specifici – chiarisce Amelia Licari, Università di Pavia, Fondazione IRCCS Policlinico San Matteo – Tosse persistente, respiro sibilante, difficoltà respiratoria o senso di costrizione toracica sono segnali che non vanno sottovalutati. Una diagnosi tempestiva permette di avviare precocemente un percorso terapeutico efficace e di prevenire riacutizzazioni e complicanze. È altrettanto importante aiutare i genitori a comprendere il significato delle parole che accompagnano la malattia: conoscere significa gestire meglio, con maggiore consapevolezza e meno preoccupazione».
Poiché il controllo dell’infiammazione bronchiale è fondamentale per ridurre il rischio di crisi e garantire una vita quotidiana il più possibile normale, è fondamentale, come raccomandato anche dalla Global Initiative for Asthma (GINA), seguire una terapia antinfiammatoria.
Non sono poi da sottovalutare anche i fattori ambientali. L’esposizione prolungata al particolato fine PM2.5, come evidenziano dati recenti della European Lung Foundation, basati su ricerche pubblicate sull’European Respiratory Journal, oltre a peggiorare i sintomi, possono anche aumentare il rischio di sviluppare asma nei bambini.
Il valore dell’informazione
«Oggi sappiamo che l’asma può essere efficacemente controllata nella maggior parte dei casi, ma questo richiede un’alleanza forte tra specialisti, pediatri e famiglie – afferma Gian Luigi Marseglia, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi di Pavia e presidente SIAIP – Investire in informazione chiara e accessibile significa agire concretamente sulla prevenzione delle riacutizzazioni, sul miglioramento della qualità di vita dei bambini e su una gestione più appropriata delle risorse sanitarie».
Rendere comprensibili i concetti chiave dell’asma rappresenta anche un passaggio fondamentale per migliorare la gestione complessiva della malattia e favorire un approccio più appropriato e sostenibile alla cura. «Con “Le Parole dell’ASMA” vogliamo fare un passo ulteriore nel nostro impegno educativo – aggiunge Michele Miraglia del Giudice, professore ordinario di Pediatria all’Università degli Studi della Campania “Luigi Vanvitelli” e past president SIAIP – Non basta dire ai genitori cosa fare: è fondamentale metterli nelle condizioni di capire. Per questo abbiamo scelto uno strumento semplice, ma potente come le parole, che ogni giorno accompagneranno le famiglie in un percorso di conoscenza progressiva. Il nostro obiettivo è ridurre paure e incertezze, migliorare l’aderenza alle terapie e favorire una gestione dell’asma più consapevole e serena, in linea con le evidenze scientifiche e con le raccomandazioni internazionali».
«Affrontare l’asma pediatrica significa accompagnare ogni giorno le famiglie in un percorso complesso, fatto di gestione, comprensione e adattamento – conclude Mario Picozza, presidente di Federasma e Allergie – Iniziative come “Le Parole dell’ASMA” rappresentano un passo concreto in questa direzione, perché rendono più accessibili informazioni fondamentali per i genitori. È essenziale lavorare in sinergia con la comunità scientifica: solo attraverso un dialogo costante tra medici, associazioni e istituzioni possiamo fornire strumenti utili per convivere con questa patologia e migliorare la qualità di vita dei bambini».


