Malattia di Crohn: chirurgia precoce?

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18063_cropLa malattia di Crohn è una patologia associata ad alta morbilità e a elevata complessità assistenziale, che sempre più frequentemente viene diagnosticata in età pediatrica. L’approccio chirurgico è spesso considerato l’ultima “chance” da utilizzare, quando la terapia medica fallisce.

Un recente studio ha valutato, in un’ampia casistica di bambini e adolescenti con malattia di Crohn (n = 286, età 6-17 anni), l’impatto della gestione chirurgica durante un periodo di 10 anni. Sono stati i sottoposti a intervento chirurgico 69 bambini (24%), in media a 9 mesi dalla diagnosi (range: 53 giorni – 6,9 anni). In una minoranza (n = 10) sono stati eseguiti interventi perianali, mentre in 58 bambini sono state eseguite procedure intra-addominali. È stato messo in evidenza un rischio di complicanze nel 22%, di ripresa di malattia nel 15% e di seconda procedura intra-addominale non programmata nel 21% (9% per ripresa di malattia e 12% per complicanze del primo intervento). L’intervento chirurgico è risultato correlato a un significativo incremento del BMI post operatorio, ma non ha determinato un miglioramento della crescita staturale.

Gli autori suggeriscono invece che un trattamento chirurgico precoce potrebbe determinare un’importante miglioramento nella gestione della malattia. A conferma, in letteratura, è riportata una riduzione del tasso di ricorrenza quando la chirurgia è programmata entro un anno dalla diagnosi di malattia di Crohn. Rimane comunque elevato il numero delle complicanze e un impatto negativo sulla qualità di vita di questi bambini.

Blackburn SC et al. Arch Dis Child 2014; Jan 6 [Epub ahead of print].

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