Il neonato “late preterm”

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Problematiche respiratorie

Un considerevole numero di LP nasce per mezzo di taglio cesareo (TC) – si stima fino al 50% – e la percentuale di utilizzo di questa metodica ostetrica è, nei paesi industrializzati, in continuo aumento. Il TC, nei nati a termine, è di per sé causa di alterazioni in senso negativo della funzionalità respiratoria quali riduzione della produzione di surfattante con aumentata incidenza di RDS e maggiore frequenza di depressione respiratoria alla nascita con basso pH cordonale e indice di Apgar. È stata, inoltre osservata una correlazione inversa tra età gestazionale al parto e insufficienza respiratoria. I LP, quindi, sono spesso soggetti a un duplice rischio: il parto con TC e la non completa maturazione polmonare. Quindi anche poche settimane di prematurità possono impedire che si compia il normale processo di clearance del liquido amniotico, di adeguata espansione polmonare e aumentata perfusione polmonare. Rispetto a un neonato a termine, il LP risulta essere a maggior rischio di depressione respiratoria, di tachipnea transitoria e di insuffi cienza respiratoria, tutti fattori predisponenti all’ipertensione polmonare (PPHN). I neonati LP, inoltre, possono presentare apnee della prematurità e ALTE. Tutte queste complicanze hanno frequenza maggiore dopo un taglio cesareo elettivo non preceduto da travaglio. Dai dati del British Columbia Perinatal Database Registry si evince un aumento del rischio relativo di morbilità respiratoria nei neonati LP rispetto ai nati a termine pari a 4,4. Uno studio di popolazione californiano mostra un’incidenza di RDS pari al 7,4% a 34 settimane, 4,5% a 35 settimane e 2,3% a 36 settimane con il 6,3% di ricorso alla ventilazione meccanica a 34 settimane, 3,6% a 35 settimane e 2,3% a 36 settimane. Studi recenti mostrano che il 23-33% dei LP richiedono una qualche forma di supporto respiratorio. Rispetto ai neonati a termine i LP sono maggiormente soggetti a ipoglicemia e ipocalcemia, condizioni che contribuiscono a peggiorare l’eventuale quadro di PPHN. Quindi il volume ematico circolante deve essere mantenuto nei limiti della norma considerando, però, che un’eccessiva introduzione di liquidi può essere causa di edema polmonare e insufficienza cardiaca, così come le trasfusioni possono facilmente indurre, in questi pazienti, policitemia con sindrome da iperviscosità. Quindi un periodo di osservazione con monitoraggio cardio-respiratorio prima della degenza in un luogo non monitorizzato è garanzia di maggiore sicurezza; d’altra parte la gestione del neonato LP e della madre in un luogo comune favorisce il contatto skin to skin, l’allattamento al seno e l’acquisizione rapida delle capacità genitoriali.