Il 12 luglio 2011 veniva istituita in Italia e da allora ha portato avanti diverse iniziative e ogni anno è stata presentata al Parlamento una relazione sulle attività svolte

Una figura di garanzia, la cui istituzione era iniziata alla fine del 2008 a seguito della raccomandazione all’Italia da parte del Comitato Onu sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza. E il 12 luglio del 2011 è la data di nascita dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (Agia), che compie dunque 10 anni. E anche quest’anno, come ogni anno, l’Agia ha presentato al Parlamento la relazione annuale relativa al 2020.

I dieci anni rappresentano un traguardo che l’Agia ha voluto sottolineare riportando le tappe principali delle attività svolte, con un accento particolare su 10, a segnare ogni anno, definite come Dieci pietre miliari in dieci anni di attività: 1. La nascita dell’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza (legge 12 luglio 2011, n. 112); 2. Disordiniamo (primo monitoraggio in Italia delle risorse nazionali dedicate all’infanzia e all’adolescenza nel bilancio dello Stato); 3. La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori; 4. La Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti; 5. L’Indagine nazionale sul maltrattamento dei bambini e degli adolescenti in Italia; 6. Gli interventi per i “fuori famiglia”: linee guida per il diritto allo studio e fondo per i care leavers; 7. La tutela dei minorenni in comunità; 8. La tutela dei minori stranieri non accompagnati; 9. La diffusione della Convenzione e i diritti riscritti dai bambini; 10. Uno sguardo al futuro: dare più spazio alla partecipazione dei ragazzi.

“Dieci anni rappresentano una tappa importante per una delle autorità più giovani del panorama istituzionale italiano”, ha affermato Carla Garlatti, alla guida dell’Agia dal 14 gennaio scorso. “Il compito di raccogliere le esigenze dei minorenni in Italia e portarle all’attenzione delle istituzioni, oltre a quello di promuoverne i diritti, è stato svolto cercando di definire ruolo e poteri di un soggetto indipendente, che si è sentito in dovere di incidere nel cambiamento della società così da farla divenire più rispettosa dei diritti di bambini e ragazzi. Ora occorre fare un passo in avanti: da un lato con il rafforzamento dei poteri dell’Autorità, come si propongono alcune iniziative di legge, dall’altro sviluppando la partecipazione dei minori alle decisioni che li riguardano”.

Rispetto alla partecipazione dei ragazzi, che rappresenta l’ultimo delle dieci tappe elencate, il proposito è estendere a livello nazionale le attività della Consulta delle ragazze e dei ragazzi, ma anche far sì che la Consulta nazionale delle associazioni e delle organizzazioni presieduta dall’Agia definisca linee guida per la partecipazione. Inoltre, tra i progetti all’orizzonte, Carla Garlatti ricorda quelli su salute mentale, dispersione scolastica e impegno a tutela dei minorenni nell’ambiente digitale.

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