L’ormone della crescita (GH) rappresenta il 22° farmaco prescritto ai minori in Italia e una delle più frequenti terapie ormonali croniche in età pediatrica (rapporto OSMED 2025). Di recente si sono rese disponibili formulazioni a lunga durata d’azione (LAGH), che permettono di ridurre le somministrazioni a 52/anno rispetto alle classiche 365/anno.

Incidenza della somministrazione sul BMI

Un recente studio (“Long-Acting Growth Hormone for Pediatric Growth Hormone Deficiency“), pubblicato su The Journal of Clinical Endocrinology & Metabolism , ha confrontato l’effetto del LAGH con la somministrazione giornaliera di GH sull’indice di massa corporea (BMI).

Sono stati analizzati tre studi clinici randomizzati controllati relativi a lonapegsomatropina, somatrogon e somapacitan della durata di oltre sei mesi, con fasi di estensione che fornivano dati longitudinali sul BMI. Su un totale di 585 pazienti, 346 erano nel gruppo LAGH e 239 nel gruppo GH giornaliero.

I risultati

A 12 mesi, è stata rilevata una differenza significativa del BMI tra i gruppi LAGH e GH giornaliero (differenza media 0,66 SDS). Il BMI è aumentato significativamente nel gruppo LAGH (+ 0,41 SDS), mentre è rimasto sostanzialmente invariato nel gruppo GH giornaliero. Tra 12 e 24 mesi, dopo il passaggio da GH giornaliero a LAGH (GH giornaliero/LAGH), o dopo aver proseguito con LAGH (LAGH/LAGH) nelle fasi di estensione degli studi, il BMI SDS è aumentato significativamente nel gruppo di passaggio GH giornaliero/LAGH (+0,75 SDS), mentre è rimasto stabile nel gruppo LAGH/LAGH.

In sintesi, lo studio suggerisce che un aumento del BMI possa essere associato al primo anno di utilizzo di LAGH, suggerendo un più accurato controllo di questo parametro nei bambini che iniziano o passano questo nuovo tipo di trattamento ormonale.

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