Otomastoidite, servono più dati

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Uno studio multicentrico retrospettivo con l’obiettivo di analizzare le caratteristiche epidemiologiche, cliniche, microbiologiche e terapeutiche dei pazienti pediatrici con otomastoidite, malattia che in era pre-antibiotica rappresentava la complicanza più comune di otite media acuta (OMA), e ancora oggi è associata a elevata morbilità, a ulteriori complicanze endocraniche e intratemporali, con necessità di rapido ricovero ospedaliero e intervento d’urgenza.

A questo scopo la Società italiana di infettivologia pediatrica (SITIP), promotrice dell’iniziativa, invita i pediatri a compilare una scheda per la raccolta dei dati.

«Negli ultimi anni − spiega Susanna Esposito, presidente SITIP − si è osservata una tendenza all’aumento di questa malattia, indipendentemente dallo stato vaccinale dei bambini che ne sono affetti: quello che vogliamo fare è una valutazione più approfondita sia delle modalità di gestione, sia delle caratteristiche dei pazienti seguiti nei vari centri. Lo scopo è quello di stabilire, a partire dai dati, un protocollo di intervento e una precisa definizione della terapia antibiotica adeguata».

Nelle schede, una per i casi seguiti in regime di ricovero e l’altra per quelli gestiti a livello ambulatoriale, devono essere inclusi i pazienti con diagnosi principale o secondaria di otomastoidite acuta (e relative complicanze); età compresa fra 0 e 18 anni; diagnosi posta gennaio 2002 a settembre 2013. Le schede potranno essere inviate via fax (0250320206) o per e-mail (urdoc.mi@gmail.com;), fino al 31 dicembre 2013.

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