Un impianto contro la spasticità da paralisi cerebrale

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ÿÿÿÿLa paralisi cerebrale infantile, patologia causata da un danno irreversibile, ereditario o dovuto a lesione traumatica o a patologie concomitanti, al Sistema Nervoso Centrale, colpisce in Italia, in media, ogni anno 1.000 bambini. Il 40% dei pazienti affetti da paralisi cerebrali sviluppa spasticità severa: oltre a questa grave alterazione del tono muscolare, i pazienti possono presentare disabilità motoria, disturbi del cammino e della coordinazione del movimento e disturbi cognitivi. La prima terapia è la riabilitazione, che inizia già nei primi mesi di vita; a questa si associa il trattamento farmacologico.

Un recente studio condotto presso la Struttura complessa di ortopedia pediatrica, dell’Ospedale dei Bambini Vittore Buzzi (Milano) ha dimostrato che la terapia con baclofene intratecale è efficace nella gestione della spasticità, e che nonostante i possibili eventi avversi, la maggioranza dei pazienti sono soddisfatti del trattamento ricevuto.

Lo studio è stato realizzato nell’arco di 14 anni su 430 pazienti, di età compresa tra i 6 e i 19 anni, e ha analizzato la sicurezza della terapia con baclofene intratecale (ITB) somministrato con una piccola pompa computerizzata impiantata a livello sottocutaneo direttamente nel canale spinale. L’obiettivo di questo trattamento è ridurre il dolore, le contratture e gli spasmi muscolari, e, di conseguenza, aumentare l’autonomia negli spostamenti, per una migliore qualità della vita del paziente e della sua famiglia.

Secondo i risultati, la terapia a infusione programmata riesce a ridurre nettamente la spasticità muscolare e a migliorare i movimenti dei bambini. Su 107 pazienti con complicanze, il 60,7%, presentava problemi d’infezione legati al catetere. Tuttavia, i medici che hanno sviluppato la ricerca hanno messo a punto una tecnica d’impianto che ha permesso di abbassare drasticamente il rischio d’infezione: grazie all’impianto di un nuovo dispositivo, innovativo per struttura e materiali, da settembre 2011 la percentuale è scesa quasi allo 0%.

Motta F, Antonello CE. Journal of Neurosurgery 2014; 13 (3): 301-306.

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