L’acido ialuronico nelle infezioni batteriche delle alte vie aeree

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Matteo Gelardi
Matteo Gelardi

Le resistenze batteriche dovute a un uso inappropriato di antibiotici sono considerate una minaccia reale per la salute pubblica. Tra i dati del rapporto OSMED 2013 emerge un 49,3%. di uso inappropriato di antibiotici nelle laringotracheiti. Nell’ambito della ricerca di alternative terapeutiche, l’azione dell’acido ialuronico ad alto peso molecolare (9 mg), somministrabile per via aerosolica, sulle mucose delle alte vie aeree in caso di tonsilliti, laringiti, faringiti, sinusiti, riniti e tracheiti è stata dimostrata da importanti lavori pubblicati su riviste internazionali. L’acido ialuronico ad alto peso molecolare idrata le mucose, dando sollievo a bruciore e prurito e al tempo stesso, migliorando il battito ciliare che consente l’eliminazione del muco e impedisce l’ingresso di elementi infettivi, prevenendo le infezioni e il loro cronicizzarsi.

«L’utilizzo di un’alternativa terapeutica quale l’acido ialuronico ‒ spiega Matteo Gelardi, otorinolaringoiatra e citologo nasale, Policlinico Universitario di Bari ‒ ha portato a interessanti risultati. Le forme ricorrenti o croniche delle infezioni delle vie respiratorie sono spesso dovute alla mancata guarigione di infezioni acute e questo è dovuto alla permanenza di biofilm batterici, cioè di batteri che, in condizioni favorevoli, aderiscono a una superficie e iniziano a produrre una sorta di “scudo” gelatinoso in grado di resistere sia all’azione del sistema immunitario che agli antibiotici che, incapaci di penetrare il biofilm, risultano inefficienti».

Un recente studio pubblicato sulla rivista Acta Pathologica Microbiologica et Immunologica Scandinavica (Drago et al. 2014; 22, (10): 1013-1019) ha dimostrato che l’acido ialuronico è in grado d’interferire con l’adesione batterica ostacolando quindi la formazione di biofilm. A oggi l’acido ialuronico 0,3% ad alto peso molecolare, prodotto dalla IBSA Farmaceutici Italia, con indicazione anche in pediatria, è il più potente inibitore di questa fase pre-biofilm, aprendo nuovi scenari nel trattamento delle infezioni batteriche.

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