Un progetto realizzato in due plessi scolastici offre risultati secondo i quali la scuola, col rispetto delle norme, si presenta come luogo sicuro

Il giorno della fine del periodo di vacanza si avvicina e con esso la riapertura delle scuole, con tutti i discorsi e dibattiti a essa correlati. Sul tema si propone il progetto, “A tutela dello studente, per una scuola sicura” promosso dalla Società italiana di pediatria (SIP), l’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, l’Istituto di Ortofonologia e la Fondazione Mite, i cui risultati riportano che, anche se il rischio zero non c’è, la scuola è un luogo sicuro con il rispetto delle norme anti-COVID.

“Volevamo dimostrare che nelle scuole non si propaga il virus e quello che abbiamo visto è che il tasso di presenza del virus nelle scuole che abbiamo testato è un tasso più basso della media nazionale, non cresce nel tempo e soprattutto la scuola non è causa di focolai”, ha affermato alla conferenza stampa di presentazione dei risultati Federico Carlo Perno, responsabile di microbiologia dell’Ospedale pediatrico Bambino Gesù, sottolineando il senso dell’iniziativa. “I ragazzi si infettano fuori. Oggi abbiamo l’evidenza che una scuola che segue le regole ed è monitorata, non è veicolo del virus ma semmai è un luogo protetto. Questi risultati servono anche per aiutare a fare le scelte sulla base di dati reali”.

Il progetto pilota ha previsto la somministrazione di test diagnostici salivari e test da campione ematico a tutti gli studenti, i professori e il personale Ata, con screening a cadenza mensile iniziati a settembre. Sono stati coinvolti 1.094 studenti, 141 insegnanti e 27 addetti del personale di due plessi scolastici, pari al 96% del totale. Un solo soggetto era positivo nel primo gruppo di test su 1.099 campioni, sette nel secondo round su 1.075 campioni e infine tre su 1.257 test nel terzo, per un totale di 16 alunni distribuiti in 14 classi differenti. Alberto Villani, presidente della SIP, ha definito lo studio “un’occasione unica, un lavoro storico che ci ha permesso di dimostrare quello che sta veramente accadendo nella scuola”, e ha concluso: “Proseguiremo lo studio, i pediatri sono stati sempre convinti dell’importanza della scuola in presenza, ma era importante accertare che la scuola fosse un luogo sicuro. E questa ricerca lo dimostra”.

“La scuola deve tornare a essere un imperativo culturale sociale ed economico di questo Paese. È vero che il rischio zero non esiste, ma a scuola c’è un rischio controllato. Un rischio accettabile”, ha detto alla conferenza il coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, Agostino Miozzo. E sul ruolo della riapertura delle scuole ha aggiunto Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta e direttore dell’Istituto di Ortofonologia: “con le scuole aperte bambini, docenti e genitori sono tornati a sorridere. Le scuole chiuse creano problemi enormi e non abbiamo neanche idea di quanto pagheremo se dovessimo richiuderle”.

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